13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 18:30:05

Cronaca

Melucci: «Al Cis il Comune è stato protagonista»

Il sindaco: ora c’è spazio per costruire una nuova Taranto


Sindaco, come valuta
la riunione
del Tavolo alla presenza del vicepremier e di altri quattro ministri?
È il segno che siamo riusciti a far tornare Taranto in cima all’agenda del Governo, che riparte la stagione dei grandi inve­stimenti e dell’alternativa produttiva per la comunità ionica, che il Comune di Ta­ranto ha ormai una grande autorevolezza, come hanno più volte confermato tutti i Ministri al tavolo, e fa da locomotiva in tanti progetti e in tante proposte.

Il Comune di Taranto è stato protagoni­sta assoluto di quel tavolo.

Cosa ha ottenuto la Città da questo incontro?
In verità, già nei numerosi tavoli tecnici a Roma degli ultimi mesi abbiamo fissato gli obiettivi concreti per Taranto per il prossimo triennio e portato a casa gran parte dei risultati sperati. Ormai le oltre 40 schede progettuali riferibili alla ri­qualificazione dell’Isola Madre (la Città Vecchia, ndr) e del quartiere Tamburi sono in dirittura di arrivo e abbiamo appostato risorse pubbliche per quasi 190 milioni di euro, oltre a tutto quello che si sta finalizzando per il Porto, l’Arsenale e il nuovo ospedale San Cataldo. Si vede la luce, insomma. Ma è frutto di mesi di lavoro, non è certo un tavolo che risolve tutto, per quanto significativo.

Il Comune che ruolo ha svolto, cosa ha proposto per dare slancio alle iniziative che possono contribuire a modellare una fisionomia economica e culturale diversa per la città?
Chi non vede che questa riconvocazione è stata sollecitata, preparata e condotta dal Comune di Taranto, tra i pochi sog­getti del tavolo veramente in fase avan­zata di progettazione ed impegno delle risorse, direi che non conosce l’attualità politica ed istituzionale, oppure fa finta di non conoscerla per lo sport tipico di sminuire le capacità della nostra Taranto e della sua classe dirigente. Nelle nostre dettagliate relazioni alla rinnovata Strut­tura di Missione del Cis abbiamo indivi­duato diverse azioni fisiche e normative, ma credo che su tutte abbiamo voluto segnalare che è ormai improcrastinabile ragionare della riorganizzazione e, in certi casi, dell’autonomia economica ed infrastrutturale di Taranto, penso a Zes, Aeroporto, Università e perimetro Sin. Si è evidenziata anche la necessità di lavorare in fretta e tutti insieme al rilancio dell’immagine di Taranto, anche passando per grandi eventi internazio­nali come i Giochi del Mediterraneo. E ancora, sono convinto che presto avremo novità sull’allentamento dei vincoli che ci faranno completare la pianta organica comunale e, quindi, tornare a fornire ai cittadini servizi di eccellenza.

Sostituzione dei commissari, valuta­zione preventiva del danno sanitario, abolizione dell’immunità penale, Tec­nopolo del Mediterraneo: il ministro
Di Maio ha presentato questi punti come risultati positivi dell’impegno del governo per Taranto. Come li valuta?
Alcune questioni mi sembrano più politiche che di sicuro impatto ammi­nistrativo, vedremo. Tuttavia è positivo che anche la chiarezza, che proprio il Comune di Taranto, con la sua azione decisa sui dati ambientali e sanitari delle ultime settimane ha contribuito a porta­re, abbia provocato uno scatto di tutte le Istituzioni ad affrontare una fase nuova nei confronti delle presenze industriali e delle ingiurie che i tarantini hanno ricevuto. C’è ora spazio per lavorare, senza nuovi pregiudizi e senza nemmeno leggerezza, alle misure che cambieranno inevitabilmente il futuro delle produzio­ni industriali a Taranto. Da questo punto di vista, stiamo diventando un vero e proprio riferimento europeo. Ora mi aspetto un cenno sul protocollo di intesa richiesto ad ArcelorMittal.

A proposito di Arcelor Mittal: il suo intervento dopo il precetto pasquale è stato molto duro. Cosa non sta funzio­nando, a suo avviso, con i nuovi gestori dello stabilimento? C’è possibilità di rasserenare le relazioni e soprattutto di ricucire il rapporto tra fabbrica e città?
Io sono stato eletto dai tarantini per prendermi cura dei loro interessi e della loro salute. Sono stato per ArcelorMittal un elemento di garanzia e stabilità in questo ultimo anno. Sempre disponibile, razionale, trasparente, paziente. Serviva ai lavoratori ed alla comunità, era giusto così. Ma quando ho visto che non veni­vano rispettati gli impegni con la città, che si perdeva tempo prezioso, che il las­sismo stava lasciando spazio alla bassa politica e i contestatori stavano minando la tranquillità di una comunità che deve essere coesa per non essere strumenta­lizzata da giochi elettorali, beh alloro io non ci sto. Io devo dare conto del mio operato solo ai tarantini non ai gestori, per quanto di caratura internazionale. Capisco che sia tutto tremendamente complesso anche per loro, ma ne hanno già sbagliate tante, non hanno rispettato il ruolo del Comune di Taranto, si sono dimenticati che qui o mettono prima i tarantini o non siamo più disposti a chi­nare il capo solo per il salario. Ho avuto un chiarimento importante con l’ad Jehl. Ho grande stima per lui, ma non ripeterò ancora quanto ci siamo detti. Mi aspetto risposte immediate su quanto sta acca­dendo presso le cokerie, nell’indotto, nella loro assenza dalla vita della città e via discorrendo. Come ci ha ricordato il nostro Arcivescovo durante il triduo pasquale, c’è sempre una via d’uscita.

Enzo Ferrari
Direttore responsabile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche