09 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 18:23:49

Cronaca

​Amianto a Taranto, le cifre dell’emergenza​

Contramianto: Sorveglianza sanitaria per ex esposti


«Sono 503 i casi di mesotelioma
a Taranto, il tumore causato dall’amianto killer ha ucciso a Taranto lavoratori e cittadini,
operai del siderurgico, arsenalotti e marinai».
Lo ha dichiarato Luciano Carleo, presidente di
Contramianto e altri rischi onlus, in occasione
della Giornata mondiale vittime dell’amianto
che si è svolta ieri, domenica 28 aprile.

«La stima dei mesotelioma è in crescita rispetto
agli ultimi dati ufficiali 2018 del ReNaM COR
Puglia, il Registro Mesotelioma Puglia, che
riportava complessivamente 472 mesotelioma
per Taranto. Il mesotelioma, tumore alla pleura
provocato dalle fibre di amianto, è solo uno dei
tumori che ha colpito i lavoratori di Taranto,
molto più ampia la casistica dei casi di cancro
registrati tra le malattie professionali per la
provincia jonica, sono 164 i Tumori da lavoro
a Taranto nel 2018, il numero assoluto più alto
in Italia, un dato che attesta ancora una volta
come nel territorio tarantino le attività siderurgiche e di cantieristica navale siano direttamente collegate alle insorgenze tumorali, un dato
significativo ma che valutiamo sottostimato
rispetto al numero dei casi misconosciuti – evidenzia Carleo – Taranto città dell’amianto dove
l’amianto è ancora massicciamente presente nel
siderurgico con 3793 tonnellate di amianto in
gran parte friabile, oltre il 95%.

Ma l’amianto
a Taranto è anche fuori dalla fabbrica dove
ancora alcuni mesi fa sono state bonificate le
facciate del Case Bianche al quartiere Paolo
VI, rimosse 1272 mq di pannelli in amianto,
o dove si attende il completamento delle bonifiche delle coperture di eternit, l’amianto
ondulato dei tetti del Palazzo degli Uffici in
Taranto centro, con un intervento complessivo di rimozione per 3400 mq di elementi edilizi contenenti amianto. Lo spettro dell’amianto ancora
aleggia sul naviglio militare e nelle officine
dell’Arsenale, una storia infinita anche recente
che ha interessato centinaia di lavoratori ed una
rimozione di oltre 1000 tonnellate di amianto
da navi, sommergibili e Reparti di lavorazione.
Sono stati almeno trentacinquemila i lavoratori
esposti all’amianto a Taranto – sottolinea il
presidente di Contramianto – siderurgia e marina militare i comparti lavorativi a maggior
rischio di patologie asbesto-correlate.

Ad oggi
carente la sorveglianza sanitaria post-lavorativa
per gli operai esposti per anni alla fibra killer
con insufficienti controlli alla salute, lavoratori
invisibili. Così come invisibili ci si continua
ad ammalare e a morire una vera emergenza
sanitaria».
Solo negli ultimi mesi Contramianto ha registrato «4 casi di mesotelioma, 1 operaio
Italsider/Ilva, 1 operaio indotto Italsider/
Arsenale, 1 operaio Arsenale, 1 Sottufficiale
Marina, evidenze di quelle che sono state le
maggiori esposizioni all’amianto a Taranto».
La Rete di Supporto Sociale Contramianto,
ad oggi, ha archiviato su Taranto «quasi 400
casi di lavoratori e cittadini che, vittime dell’amianto, hanno chiesto aiuto perché esposti o
ex esposti alle fibre cancerogene di amianto».
Contramianto, dunque, ribadisce la richiesta
di una «concreta sorveglianza sanitaria per gli
ex esposti amianto e cancerogeni in un quadro
di generale tutela della salute, chiediamo una
effettiva applicazione del Piano Nazionale
Amianto che renda operative le bonifiche
amianto e garantisca maggiori interventi a difesa della salute passando dalle parole ai fatti».

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