Cronaca

​Il prof. Assennato: «La Viias per riconciliare la città» ​

Le parole dell'ex direttore generale di Arpa Puglia

Giorgio Assennato
Giorgio Assennato

La Valutazione integrata dell’impatto ambientale e sanitario (Viias) è l’unico strumento in grado
di riconciliare la città, di ricreare quell’unità che si è
spezzata tra istituzioni e cittadini e per evitare situazioni
dove si fa a gara a chi la spara più grossa. Serve un nuovo
fronte comune, una sorta di Altamarea bis, che porti ad
un documento programmatico da sottoporre all’attenzione
del vicepremier e ministro Di Maio nel prossimo incontro
già calendarizzato per il 24 giugno.

Sono queste, in estrema sintesi, le determinazioni scaturite dall’incontro con il professor Giorgio Assennato, già
direttore generale di Arpa Puglia, tenutosi venerdì sera
nella sede dell’associazione “Le città che vogliamo” e organizzato dal consigliere regionale Gianni Liviano. Un’ora
e mezza o poco più di serrato confronto, con il professor
Assennato, da una parte, a spiegare che la situazione
ambientale a Taranto non è certamente da sottovalutare
ma non è neanche così catastrofica come la si dipinge e a
sottolineare che Taranto «è l’unica città in Italia che si autodiffama».

Di diverso avviso la pediatra Grazia Benedetti:
«Sono una pediatra e medico Isde e quotidianamente mi
confronto con bambini con disturbi del comportamento,
con difficoltà a parlare e a mantenere alto il livello di
attenzione». Secondo Assennato la valutazione dei rischi
ambientali e sanitari «può far capire, dati scientifici alla
mano, cosa può realmente accadere con l’incremento della
produttività dello stabilimento ArcelorMittal e mettere nelle condizioni di adottare le giuste contromisure«. Per l’ex
direttore dell’Arpa «Il sindaco – ha aggiunto l’ex direttore
generale di Arpa Puglia – può agire, norme alla mano, chiedendo la revisione dell’Aia perchè la valutazione integrata
dell’impatto ambientale e sanitario venga inserita».

«Certo
– ha poi concluso Assennato – se già nel 1999 avessimo
utilizzato la dotazione, allora disponibile, di 4 miliardi di
lire per realizzare una struttura unica di alta eccellenza con
Arpa, Asl, e Università statunitense che si era proposta ma
che il direttore generale dell’Asl dell’epoca non autorizzò,
così come Vendola, quando nel 2006 la riproposi, fece
cadere nel vuoto (nel frattempo l’Università statunitense
era stata sostitutita dall’interessamento delle Università di
Bologna e Bari), forse oggi staremmo parlando di altro».
«La speranza – ha concluso il consigliere Liviano – viene
dalla scienza, non dalle parole spesso in libera uscita e
dettate dal contagio diffuso di una emotività dilagante.Si
avverte – ha aggiunto – il bisogno di chiarezza che, a mio
avviso, soltanto le verità scientifiche possono provare a colmare, perchè è la scienza che identifica il problema, prova
a correggerlo e, se ci riesce, ad individuare le soluzioni».

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