17 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Maggio 2021 alle 17:53:40

Cronaca

Acciaio senza veleni: si può fare

«Non si può dare dell’ assassino a chi crede ad un siderurgico non inquinante»


Si può produrre acciaio senza far ammalare le
persone? Il segretario della Fim Cisl, Marco Bentivogli resta
convinto che sì, si possa fare.
In una intervista rilasciata al Corriere della Sera, il sindacalista tocca tutti i nodi spinosi che sono riemersi in questi giorni
dopo il vertice sul tavolo di sviluppo presieduto a Taranto dal
vice presidente del consiglio e ministro dello sviluppo, Luigi Di
Maio: la sostenibilità di una produzione pesante come quella
siderurgica, la possibilità di uscire dalla logica della scelta tra
salute e lavoro, la progresssiva marcia indietro del Movimento
Cinquestelle sulla vicenda Ilva, il faccia a faccia tra Alessandro
Marescotti e Di Maio e gli insulti che sui social hanno travolto
il presidente di Peacelink.

Insulti arrivati prevalentemente dalla platea di fan del capo
politico pentastellato.
Proprio dall’episiodio di Marescotti il segretario della Fim parte
per spiegare la sua posizione ed evidenziare, innanzitutto, «l’inadeguatezza del ministro Di Maio», prigioniero delle «bugie
del governo» sul caso della più grande acciaieria d’Europa. Ma
questo è il vortice politico nel quale è stato risucchiato il Movimento Cinquestelle: si è passati dalla chiusura dell’Ilva, sulla
quale candidati e attivisti hanno costruito la campagna elettorale
alle politiche 2018, alla più generica «progressiva chiusura delle
fonti inquinanti» del contratto di governo firmato con la Lega, per
giungere alla sottoscrizione dell’accordo con Arcelor Mittal fino
ad arrivare alle parole con le quali lo stesso Di Maio ha chiuso la
sua lunga giornata tarantina del 24 aprile: «Non avrei mai fatto
chiudere per licenziare ventimila persone. Non avrei fatto il mio
dovere».

Parole che segnano una croce sulla parola “chiusura”.
Ma torniamo al caso Marescotti. Bentivogli chiarisce che il
professore «ha citato dati parziali». Del resto, sono i dati sui
quali Peaclink ha sollevato clamore nelle ultime settimane, ma
rispetto ai quali la stessa Arpa aveva già chiarito che l’uso fatto
dall’associazione ambientalista di quei dati era «improprio dal
punto di vista tecnico scientifico». Ma agli insulti Bentivogli non
ci sta, anche se colpiscono chi sulla questione Ilva è lontano anni
luce dalle sue posizioni.

«Con Marescotti abbiamo imparato a
rispettarci», dice Bentivogli al Corriere pur senza tralasciare gli
scontri duri che da anni lo contrappongono all’ambientalista.
Il monito: «tenere lontano dalle questioni importanti i fanatismi
ciechi». Già, perché soprattutto in una comunità profondamente
lacerata come quella tarantina, il fanatismo, la radicalizzazione
dello scontro non aiutano a risolvere problemi maledettamente
complessi. Per questo, come dice Bentivogli, bisogna tenere lontano chi ritiene che chi crede che un siderurgico non inquinante
si possa realizzare sia «un assassino da eliminare».

Poi il segretario generale dei metalmeccanici della Cisl richiama
le «responsabilità gigantesche della vecchia Ilva pubblica, poi
dei Riva», sugli effetti devastanti che l’impatto ambientale ha
avuto sulla salute dei tarantini.
Con una stoccata anche alla Regione Puglia del presidente
Michele Emiliano, ricordando che la Regione «ha delle responsabilità dirette nei confronti dei cittadini» e non è solo un
«ricorsificio».
Infine, il riferimento ad Arcelor Mittal, i nuovi gestori ai quali
il sindacalista chiede di «comunicare e confrontarsi col territorio» per raggiungere l’obiettivo finale di superare il perverso
meccanismo che mette le persone di fronte alla scelta tra «pane
e cancro».

Taranto, nelle parole di Bentivogli, può essere davvero un modello di un nuovo modo di concepire lo sviluppo e la produzione
industriale: «L’ambientalizzazione di Taranto – è la sua conclusione – è la sfida del Paese».
Quel Paese, come in questo caso ha opportunamente ricordato Di Maio in prefettura,
ha un debito con Taranto. E quel debito ora
va saldato.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche