Cronaca

​Fermato il branco, sono accusati di tortura​

A fornire un contributo per stanare la baby- gang anche le testimonianze di un’altra minorenne e di una professoressa​


Fermato il branco, la
baby gang, i ragazzi di buona famiglia che aggredivano per noia.

Tortura, danneggiamento, violazione
di domicilio e sequestro di persona
aggravato. Sono i reati, pesanti, dei
quali rispondono gli otto ragazzi (sei
dei quali minorenni), sottoposti a
fermo per aver bullizzato il 66enne di
Manduria Antonio Stano, deceduto
il 23 aprile scorso.
Le violenze erano state riprese con
i telefonini e i filmati divulgati
tramite una chat chiamata “Gli orfanelli”.

Ed è stato proprio l’esame
dei video a consentire ai poliziotti
della Squadra Mobile di Taranto e
del Commissariato di Manduria di
stringere il cerchio attorno ad otto
dei quattordici indagati,
Dopo diciotto giorni di agonia
nell’ospedale “Marianna Giannuzzi”
Stano il 23 aprile è morto. L’autopsia
eseguita dal medico legale Liliana
Innamorato dovrà chiarire se il decesso sia connessa alle aggressioni.
In attesa degli esiti dell’esame autoptico, è stata accertata la presenza
nella vittima, al momento del suo
ricovero, di evidenti tracce di sangue
coagulato sul volto, sulle labbra e fra
i denti, nonché varie ecchimosi in
entrambi gli arti inferiori.
A fornire un utile contributo, in
particolare ai fini dell’identificazione
dei soggetti visibili nei video, pure le
dichiarazioni rese da un’altra minore, conoscente degli aggressori, che
presentatasi spontaneamente presso
il Commissariato di Manduria, sosteneva di essere a conoscenza di alcuni
fatti che potevano risultare rilevanti,
affermando peraltro di essere a sua volta in possesso di altri filmati in
cui il malcapitato veniva colpito al
volto da un pugno e trascinato per
terra. Circostanze che hanno trovato
conferma nelle dichiarazioni rese
da una professoressa, anche a lei a
conoscenza dell’esistenza del video.

L’attenta e puntuale ricognizione dei
video compiuta dagli investigatori
della Polizia di Stato e quanto emerso
in sede di consulenza tecnica hanno
consentito di attribuire a ciascun
fermato le singole e gravi condotte, nonché gli espliciti commenti
(connotati da esaltazione e talvolta
soddisfazione) che seguivano ad ogni
episodio di aggressione; commenti
che hanno in ultimo lasciato spazio
– appresa la notizia delle gravi condizioni di salute dello Stano – alla
preoccupazione di essere scoperti.

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