Cronaca

Capristo: «Violenti per noia. Indagheremo anche sui silenzi»

Le parole del Procuratore capo di Taranto a commento dell'operazione che ha portato al fermo di 8 persone


“Sono video e audio che dimostrano come la violenza si autoalimentasse.
Violenti per noia (…) Il lavoro è solo all’inizio.
Ora indaghiamo anche sui silenzi”.
Così il procuratore presso il Tribunale, Carlo
Maria Capristo, il quale insieme al procuratore
presso il Tribunale per minorenni, Antonella
Montanaro, al pm Remo Epifani, al questore
Stanislao Schimera ed al capo della Mobile,
Carlo Pagano, ha preso parte alla conferenza
stampa per illustrare l’operazione che ha portato
al fermo di otto ragazzi (due maggiorenni e sei
minorenni) accusati di tortura, danneggiamento,
violazione di domicilio e sequestro di persona
aggravato per aver fatto parte della baby-gang
che ha bullizzato il 66enne manduriano Antonio
Stano, deceduto il 23 aprile scorso dopo diciotto
giorni di agonia.

A incastrarli i video diffusi
in chat.
I provvedimenti restrittivi sono stati firmati al
termine delle indagini della Squadra mobile
di Taranto e del Commissariato di Manduria.
Quattordici gli indagati per le incursioni nella
casa di Stano in via San Gregorio Magno, nella
quale l’uomo è stato trovato in gravi condizioni
il 6 aprile scorso, durante un intervento della
Polizia di Stato, allertata dai vicini, che avevano
avuto notizia delle aggressioni.

Il Corriere della Sera, in un articolo a firma di
Giusi Fasano, ha riportato anche stralci della
denuncia sporta da Stano: “Da sempre sono
oggetto di scherno e a volte di aggressione da
parte di ignoti. Questi a volte vengono sia di
sera sia di notte e predono a calci il portone
di casa mia rivolgendomi insulti. Ricordo che
circa un mese fa dopo mezzanotte sono entrati
dentro casa. Ricordo che quando sono entrati
in casa erano cinque o sei o impugnavano
delle mazze con le quali mi hanno più volte
picchiato sulle mani, sui fianchi, sul ventre e
sul ginocchio. Ricordo che in quell’occasione
hanno buttato a terra un sacco di cose in casa,
tra cui un televisore che mi hanno rotto. Infine
mi hanno rubato 300 euro e sono scappati via”
(…) “Posso dire che questa non è la prima volta
che con violenza riescono ad intimidirmi e in
ogni occasione hanno fatto dei danni e hanno
portato via quello che gli capitava davanti.

Purtroppo sono ancora molto scosso e traumatizzato, tanto da non ricordare precisamente cosa.
Di queste persone e rapine subite non ho fatto denunce perché ormai mi mancano le forze e
ho molta paura di ritorsioni da parte di questa
gente violenta. Come potete vedere il portone
di casa ha molti danni e anche la porta. Finestre e tapparelle sono state distrutte. So che i
miei vicini di casa sono preoccupati pure per le mie condizioni di salute e per le aggressioni subite. Con questa denuncia vi chiedo che
vengano individuati e puniti gli autori di questi
reati. Quando sono stato aggredito mi sono
talmente spaventato da non ricordare i volti
degli aggressori”.

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