07 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

​Il piano industriale dell’Amiu del futuro​

Il nuovo corso nelle parole del presidente Giusti


«È un’azienda nuova, quella che si
lascia alle spalle il primo quadrimestre del 2019,
entrando in una fase di ulteriore cambiamento che
avverrà toccando tappe cruciali».
Dopo nemmeno un anno dall’insediamento dell’attuale Consiglio d’Amministrazione, l’Amiu di
Taranto «ha intrapreso pienamente un percorso di
normalizzazione finanziaria e amministrativa che
le garantirà la forza necessaria per affrontare il suo
nuovo corso industriale – fanno sapere dall’azienda
ci si occupa della raccolta dei rifiuti in città – Un
elemento è stato fondamentale, in tal senso, frutto
del cambio di passo impresso dal presidente Carloalberto Giusti e dalla sua visione di governance che
ha portato in riva allo Jonio un efficace modello di
gestione: l’introduzione del bilancio di previsione».

«È uno dei risultati più importanti di questi ultimi
mesi – ha spiegato il presidente – perché mette l’azienda nelle condizioni di attuare una costante e attenta pianificazione della spesa, di calibrare meglio
l’ordinario, lasciando poco spazio all’emergenza.
Dovevamo restituire equilibrio alla gestione e lo
abbiamo fatto, era una necessità avvertita dal Socio
Unico e anche dal Consiglio d’Amministrazione,
atto propedeutico alla stagione della ripartenza
industriale».
Che è quella che si inaugurerà presto e che si fonderà
proprio sulla nuova architettura aziendale proposta
da Giusti. Elementi qualificanti saranno i presidi di
legalità, globalmente individuati come motori del
buon andamento delle imprese: maggiori controlli
che definiscono la reputazione aziendale.

«Abbiamo già avviato le attività dell’ufficio di internal audit – ha aggiunto il presidente Carloalberto
Giusti – e stiamo lavorando all’individuazione delle
professionalità necessarie per istituire l’ufficio di
compliance».
«Si tratta di due elementi fondamentali per riorganizzare il modello gestionale di Amiu, che si
aggiungeranno alle strutture già operative, come
l’organismo di vigilanza e il responsabile per la
prevenzione della corruzione e la trasparenza.
Immaginiamo una società pienamente operativa,
capace di ottimizzare le risorse già disponibili e
creare i presupposti per ampliare le sue capacità».
«In una frase – evidenziano dall’azienda – il piano
industriale dell’Amiu del futuro. Un tema caro a
Giusti e all’intero CdA, che si basa principalmente
su due pilastri: l’impiantistica e l’avvio del nuovo
contratto di servizio.
La realizzazione di nuovi impianti è un percorso
intrapreso e sviluppato con il fondamentale e irrinunciabile sostegno del Comune di Taranto».

«La procedura avviata con la Regione – le parole di
Giusti – è a buon punto e coinvolge anche l’Ager,
che scrivendo il piano regionale dei rifiuti ha dato
indicazioni precise sulle urgenze impiantistiche,
coinvolgendoci».
«Nel frattempo stiamo completando il revamping
dell’impianto di selezione dei rifiuti “Pasquinelli”,
che contiamo di riattivare entro l’anno».
Per quanto riguarda il nuovo contratto di servizio,
il lavoro a quattro mani tra Socio Unico e Amiu sta
producendo gli effetti sperati».
«Attualmente si sta affinando la parte economica,
mentre il disegno del nuovo sistema di raccolta
differenziata dei rifiuti (che entra nel contratto
come parte significativa) è ormai pronto. «Ampliare
il servizio di raccolta differenziata è la vera sfida
di azienda e Comune – ha concluso il presidente
dell’Amiu di Taranto – sia in termini industriali, sia
in termini culturali».
«Taranto merita questa ventata di novità, merita
un investimento sulla civiltà delle sue popolazioni,
è soprattutto pronta per affrontare questo cambiamento».

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