30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 06:53:11

Cronaca

Ilva, altro no dalla Procura


 

La Procura solleva criteri di incostituzionalità sul provvedimento legislativo che dovrebbe dare all’Ilva la disponibilità di quanto prodotto in presenza di sequestro senza facoltà d’uso, i giudici dell’appello si ritirano in camera di consiglio.

 

Stamattina si è concretizzata quindi l’annunciata mossa dei magistrati, davanti al tribunale dell’appello dove si discute il ricorso dell’azienda per il possesso di coils e semilavorati (valore un miliardo di euro) bloccati nei magazzini dal 26 novembre scorso. Ma, di fatto, è la legge 231 del 3 gennaio 2013 ad essere al centro del braccio di ferro tra accusa e difesa, con la costituzionalità della norma a fare da terreno di scontro.

La Procura ha già dato parere negativo sull’istanza di dissequestro avanzata dall’Ilva per i prodotti finiti e semilavorati giacenti sulle banchine del porto, chiedendo al gip Todisco – che si esprimerà a breve – di sollevare la questione di legittimità costituzionale di alcune norme della legge.

 

Oggi dinanzi al collegio presieduto dal giudice Detomasi, a latere De Michele e Ruberto spazio all’appello dell’Ilva contro il ‘no’ al dissequestro dei prodotti deciso dal gip l’11 dicembre scorso. Lo stesso collegio è chiamato ad esaminare, oggi, un altro appello, quello presentato dai legali di Girolamo Archinà – avvocati Gianluca Pierotti e Giandomenico Caiazza – contro il ‘no’ alla scarcera-zione dell’ex pierre Ilva, deciso dal gip dopo l’interrogatorio di garanzia di fine novembre. Alle 16 quindi, in azienda, i vertici dell’Ilva incontreranno i sindacati. Sono ore cruciali, quindi, per la sorte dello stabilimento siderurgico tarantino, il cui futuro rimane assolutamente incerto.

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