13 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Maggio 2021 alle 06:53:50

Cronaca

​L’ultimo saluto al carabinieri Angelo Panarelli​

Il 38enne morto in un incidente stradale a Milano

Nostra Signora di Fatima
Nostra Signora di Fatima

L’ultimo saluto, ieri pomeriggio,
nella chiesa Madonna di Fatima di Talsano ad Angelo Panarelli, l’appuntato dei carabinieri (avrebbe
compiuto 38 anni il prossimo 12 maggio) coinvolto,
venerdì scorso, in un incidente stradale in viale
Cassala a Milano. Il decesso è avvenuto al Policlinico dopo che il militare ha combattuto per tre giorni
tra la vita e la morte.

I funerali si sono tenuti martedì a Milano nella chiesa Santa Maria degli Angeli.
Nella terda mattinata di mercoledì il feretro è arrivato
nella borgata di Talsano dove vivono i suoi familiari.

Venerdì scorso erano da poco passate le 13 quando
Angelo ha perso il controllo della sua moto Honda
Cbr finendo a terra e battendo il capo contro un
semaforo. Angelo Panarelli è stato stabilizzato dal
medico del 118 e accompagnato d’urgenza al pronto
soccorso del Policlinico.
Commovente il ricordo di amici e colleghi. “In
10 anni hai sempre avuto il volto sorridente, eri
un mattacchione, ogni volta ci avvicinavi come se
dovessi dirci qualcosa di importante e ancora prima
che parlavi ridevi – si legge in una lettera pubblicata
sulla pagina Facebook “Puntato” e che gli hanno
dedicato gli altri militari – e noi ogni volta ti ascol- tavamo, con interesse e curiosità per poi scoprire
già dalle tue risate che era l’ennesima battuta che
solo tu potevi fare, che solo tu potevi dire.
Abbiamo sperato sino all’ultimo che il tuo corpo
possente che la tua voglia di vivere, che il tuo vo- ler ridere ti tenesse in vita, sperando che ci stavi
solo giocando il tuo ennesimo scherzo. Abbiamo
sperato di vederti lì assieme a noi, mentre tutti
uniti ci raccontavamo di che razza di grande amico
eri.

Abbiamo ascoltato la tua voce su WhatsApp,
abbiamo ricordato alcuni tuoi momenti dove in
particolar modo ci facevi ridere tutti assieme. Cosi
ti ricorderemo un sorridente uomo che non ha mai
fatto vedere al lavoro a nessuno il viso triste, che
riusciva a prendere la vita con serenità, leggerezza
e tanta gioia.
Così ti ricorderemo, quanto ti brillavano gli occhi
quando parlavi di moto, di motori, e noi che tutti
non capivamo quella tua passione quel tuo grande
amore, secondo solo alla tua famiglia. Angelo sei
nei nostri cuori e sarà impossibile per noi dimenticarti, perché eri parte fondamentale dei nostri
momenti felici al mondo.
Ora da lassù veglia su tutti noi”.
Angelo Panarelli era arrivato a Milano quindici
anni fa come carabiniere semplice presso la stazione
Monforte e poi era stato trasferito alle Api.

“Era molto preparato professionalmente ed era il
primo che si attivava in caso di bisogno- ha raccontato un suo collega- approfondiva qualsiasi sospetto,
qualsiasi rumore che sentiva in casa sua o nel suo
quartiere e in dieci anni nessuno lo ha mai visto
triste o musone”.
Il giorno dell’incidente, quando a Milano era previ- sta pioggia, lui doveva scegliere tra la moto e l’auto.
La macchina, però, era ferma per la revisione e così
dopo il lavoro Angelo è salito sulla sua Honda Cbr.

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