27 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 27 Ottobre 2020 alle 17:42:13

Cronaca

​Guerra al falso Primitivo​: in Cile e Portogallo porte chiuse alle imitazioni, ma non è finita​

L’amato vino-simbolo di Manduria e la lotta ai marchi ingannevoli


La strategia di attacco
messa in atto dal Consorzio di Tutela
del Primitivo di Manduria per tutelare
la grande doc pugliese nei Paesi internazionali, incassa risultati importanti:
lo stop a marchi ingannevoli in Italia,
Cile e Portogallo. Attualmente è in fase
di trattativa l’opposizione di etichette in
Sud Africa, Germania e Francia.
“Proprio perché è così amato all’estero il
Primitivo di Manduria è il prodotto sul
quale maggiormente si possono concentrare fenomeni di imitazione – afferma
Mauro di Maggio, presidente del Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria – Una situazione alla quale abbiamo
risposto ampliando la vigilanza e tutela
anche in vista della sua crescita di produzione.

Da una parte stiamo operando
al livello internazionale per bloccare i
marchi ingannevoli di Primitivo di Manduria e, dall’altra, stiamo prelevando i
campioni dalla grande distribuzione per
analizzarli in laboratorio e verificare se
ci siano incongruenze con il nostro disciplinare. Tra i vari parametri, inoltre,
teniamo sotto controllo anche il prezzo
a scaffale, che è un indicatore assai
diretto di eventuali anomalie e irregolarità su cui intervenire. L’anno scorso
per queste attività abbiamo speso circa
70 mila euro”.
Nel 2018 si sono prodotti circa 15 milioni di litri che equivalgono a quasi
20 milioni di bottiglie con un fatturato
complessivo intorno ai 120 milioni di
euro. Un aumento del 15% rispetto al
2017.

L’export rappresenta il 70% della
produzione.
Proprio in vista di questa crescita, il
Consorzio di Tutela ha riconfermato la
convenzione con gli agenti vigilatori
per il triennio 2019 – 2021 aumentando
del 30% le azioni ispettive che riguarderanno anche gli spacci, la vendita al
dettaglio e anche il controllo in internet.
Le attività degli agenti vigilatori riguarderanno anche le visite extranazionali
in Germania e nei Paesi scandinavi,
costi a carico del Consorzio di Tutela
spesi grazie ai contributi riscossi con la
funzione Erga Omnes.
“Si tratta di un impegno consistente –
sottolinea di Maggio – e ringrazio tutte
le aziende che destinano le loro risorse
alla nostra attività di difesa. La vigilanza
è un settore chiave della nostra missione
e l’aumento del numero di verifiche è
frutto di una chiara volontà di offrire
sempre più garanzie ai consumatori
su un prodotto che ha proprio nella
qualità il suo punto di forza.

Purtroppo
la contraffazione, come succede per
molti marchi made in Italy, è un nemico
pericolosissimo perché inganna il consumatore e colpisce le aziende serie e
sane e tutto questo non deve accadere”.
In 3 anni il Consorzio di Tutela del Primitivo di Manduria si è battuto contro
le imitazioni e le contraffazioni nei
confronti della doc vincendo 6 cause in
Italia, 1 in Spagna, 1 in Cile, 1 in Cina, 1
in Portogallo ed eliminando dal mercato
internazionale 4 marchi con dicitura
Unione Europea.
Il Consorzio di Tutela del Primitivo di
Manduria è nato nel 1998 e ha ottenuto il
riconoscimento legislativo nel 2002. La
sua produzione è suddivisa in Primitivo
di Manduria Dop, Primitivo di Manduria
Dop Riserva e Primitivo di Manduria
Dolce Naturale Docg.

Il Consorzio ha ottenuto dal Ministro
delle Politiche Agricole e Forestali
l’attribuzione in via esclusiva dell’incarico di coordinare le funzioni di
tutela, promozione, valorizzazione, vigilanza, informazione del consumatore
e cura generale degli interessi: ecco
il riconoscimento “Erga Omnes” per
il Primitivo di Manduria Doc e per il
Primitivo di Manduria Dolce Naturale
Docg. Attraverso questo strumento, tre
agenti vigilatori, in qualità di pubblici
ufficiali e in collaborazione con l’Istituto
Centrale Qualità Repressione e Frodi,
potranno effettuare controlli anche sui
vini già posti a scaffale, per tutelare il consumatore e i produttori da irregolarità o anomalie relative al prodotto che
non rispetta i dettami del Disciplinare
di produzione.

Oggi il Consorzio di Tutela è composto
da 52 aziende che vinificano ed imbottigliano e da oltre 900 viticoltori Sono
circa 3.140 ettari i vigneti che costituiscono la denominazione del Primitivo
di Manduria e 18 i comuni tra Taranto
e Brindisi che producono Primitivo di
Manduria. Il vitigno primitivo trae il
suo nome dalla precocità della sua maturazione che lo rende appunto uno fra
i primi vitigni ad essere vendemmiati a
fine agosto. Questa caratteristica però
non impedisce agli zuccheri di aumentare la loro concentrazione tanto che la
particolarità principale dei vini ottenuti
dal vitigno primitivo è la sua gradazione alcolica: il Primitivo prevede infatti
una gradazione minima di 14 gradi per
il Primitivo di Manduria secco Dop,
16 gradi per il Primitivo di Manduria
Dolce Naturale Docg e addirittura 18
gradi per il Primitivo di Manduria Liquoroso Docg.

Il Primitivo di Manduria si presenta alla
vista con un rosso-violaceo tendente
all’arancione con l’invecchiamento;
l’aroma è leggero e caratteristico, il sapore asciutto, pieno, armonico, tendente
al vellutato con l’invecchiamento. Il
Primitivo di Manduria Dolce naturale ha colore simile ma sapore dolce,
caldo pieno e armonico; proprietà che
si riscontrano anche nel Primitivo di
Manduria Liquoroso dolce, dove però
la nota alcolica diventa evidente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche