Cronaca

Falsi incidenti, reati prescritti per tutti

Nel processo “Delfino” per truffa alle assicurazioni


Ingresso-tribunale

TARANTO- Reati prescitti per l’esercito di imputati nel processo per la maxi truffa alle assicurazioni denominato
“Delfino”.
I giudici del Tribunale di Taranto hanno dichiarato i reati estinti per intervenuta prescrizione per ben 180 persone tra le quali figurano insospettabili professionisti. A dicembre del 2010 una raffica di arresti da parte della Polizia
Stradale. Nelle rete finirono 47 persone, di cui 8 in carcere, 23 ai domiciliari e 16 con obbligo di dimora a Taranto. Secondo l’accusa l’esercito di indagati sarebbe riuscito a spillare cospicui risarcimenti alle compagnie di assicurazione grazie a incidenti fasulli. Hanno presentato denunce con documentazioni mediche costruite a tavolino grazie a ricettari rubati in bianco.Una volta andata a buon fine il raggiro, il bottino veniva diviso tra i responsabili della truffa. Nella rete della Polstrada pregiudicati, ma anche avvocati e liquidatori assicurativi.
Secondo l’accusa avrebbero messo in piedi una organizzazione che era capace di fabbricare incidenti falsi per intascare risarcimenti veri. Affari d’oro nella provincia jonica che da sempre, purtroppo, è ai primi posti per il
costo medio delle polizze assicurative Rc auto.

Le indagini condotte dalla Polizia Stradale accertarono il pagamento di risarcimenti per 85 incidenti fasulli.
L’operazione “Delfino” aveva visto indagate in tutto 251 persone. Nel collegio di difesa, tra gli altri, gli avvocati
Gaetano Vitale, Fabrizio Lamanna, Antonello Giannattasio, Fabio Salomone, Biagio Leuzzi, Antonio Mancaniello, Andrea Silvestre, Giuseppe Cagnetta e Loredana Sallustio. Una inchiesta di particolare importanza sia per il numero di persone coinvolte, sia per l’aspetto sociale che riveste in considerazione del grave danno provocato ai tarantini per il rincaro delle tariffe deciso dalle società assicurative.

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