Cronaca

Allarme furti a Talsano. Imprendibile la banda di ladri


 

Sei furti negli ultimi giorni, uno dei quali alle 7.30 del mattino. A decine nelle settimane scorse. E’ ancora allarme furti tra Talsano e Gandoli.

 

A colpire la stessa imprendibile banda di ladri composta da almeno tre persone. Una fa da palo e gli altri svaligiano le abitazioni. Dopo i colpi fuggono o su una moto o su una Fiat Punto.

 

La gang da mesi non sta facendo dormire sonni tranquilli ai residenti della borgata periferica e della marina di Leporano. Oltre sessanta famiglie hanno lanciato un appello al Prefetto, a Carabinieri e Polizia di Stato e ai Sindaci di Taranto e Leporano. “I basisti sono sicuramente della zona ed hanno una perfetta conoscenza del territorio – tengono a precisare i firmatari dell’appello – sfondano muri per impossessarsi di casseforti, distruggono per il gusto di distruggere”.

I residenti delle vie Vignola, Bonsignore e Carriera e di Gandoli chiedono aiuto al prefetto Claudio Sammartino e alle Forze dell’Ordine. “Lo spiegamento di forze di polizia, carabinieri di Talsano e Leporano e vigili urbani di Leporano è stato immediato e tempestivo. Abbiamo constatato il grande impegno profuso dalle forze dell’ordine che, con l’ausilio degli stessi abitanti, ha dato la sensazione di una ritrovata tranquillità nelle nostre case – scrivono- ma, dalla parte dei ladri, non è stata rispettata alcuna tregua. Difatti, i furti vengono messi a segno con la stessa tecnica di prima e, sempre, nella stessa zona (due ville nello stesso giorno e, più o meno, nelle stesse ore). Delinquenti sempre più preparati, perché invadono indiscriminatamente villini, siano essi incustoditi che custoditi con videosorveglianze e altro. Chiediamo al Prefetto, di far sgominare questa banda così beffarda e cinica nei confronti della gente di questo territorio e di tutte le forze dell’ordine. Chiediamo anche ai Sindaci (in collaborazione con la Prefettura) di mettere in campo tutto il necessario per porre fine a questo fenomeno. Purtroppo i cittadini continuano a vivere una vita di chiusura, di sospetto, di forte pressione e nervosismo”.

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