02 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Agosto 2021 alle 22:53:00

Cronaca

Archita, sui lavori ora spunta anche il ricorso al Tar


 

A lezione tra i lavori. I ragazzi dell’Archita, pronti al non poco sofferto trasferimento necessario all’esecuzione dei lavori di ristrutturazione di palazzo degli Uffici, restano, almeno per ora, dove sono. E cioè in un edificio che ormai somiglia sempre meno ad una scuola e sempre più ad un cantiere.

 

La sorpresa è arrivata lunedì, al rientro dalle vacanze: i lavori alla Mazzini (che sono eseguiti, per la Provincia, da Taranto Isolaverde) erano stati avviati, questione di giorni e sarebbero finiti. Quelli alla scuola Consiglio (che secondo gli accordi avrebbe dovuto eseguire la ditta incaricata della ristrutturazione dei Palazzo degli Uffici) dovevano ancora iniziare. La scuola di via Pitagora, già succursale del ginnasio, ospiterà le nove classi del liceo classico, la scuola della città vecchia le cinque del musicale, oltre alle venti per lo strumento. Non è stata l’unica sorpresa che ha riservato la convulsa settimana. Perché ora la parola passerà ai giudici amministrativi.

 

Alla denuncia dei ragazzi (“ci hanno presi in giro, siamo in una scuola cantierizzata” hanno commentato al rientro tra i banchi) è seguito un valzer di incontri che hanno visto protagonisti il consigliere delegato dal sindaco, Francesco Di Giovanni, la ditta e l’ingegner Moccia nella sua doppia veste di direttore dei lavori e di dirigente dei Lavori Pubblici al Comune.

A spiegare l’evolversi della situazione è proprio Di Giovanni: “la ditta ha presentato ricorso al Tar per l’annullamento dell’accordo sui lavori per il trasferimento”. Il 17 gennaio c’è l’udienza. Il giorno prima è in calendario un incontro tra il consorzio concessionario e il Comune alla presenza anche del neo assessore ai lavori pubblici Lucio Lonoce. L’obiettivo è far recedere il consorzio dal ricorso col quale chiede che sia annullato l’accordo sottoscritto durante la conferenza di servizi di fine novembre nella quale si arrivò alla soluzione di spostare le classi nelle due sedi individuate per il tempo necessario ai lavori; le spese per sistemare le aule della Consiglio sarebbero state a carico della ditta che sta eseguendo la ristrutturazione dello storico palazzo del borgo.

 

“Continuiamo a ribadire che la scuola va spostata non si può fare lezione con i lavori in corso” dice Di Giovanni. “Se i giudici dovessero dar ragione alla ditta, abbiamo già avuto l’ok del sindaco: i lavori alla Consiglio li facciamo noi, il Comune”. Pitturazione della aule, sistemazione dei bagni e due muri in cartongesso per ridimensionare le aule troppo ampie ricavando più classi. E’ questo che oggi ostacola il trasferimento dei ragazzi. Solo questo. Non cifre esorbitanti. La Mazzini invece dovrebbe essere pronta nel giro di una settimana, ma in quel caso che fare: far spostare solo il classico? Si creerebbe disparità tra i ragazzi? Ragazzi che finora sono stati pazienti e, pur avendo in animo l’idea di scioperare, stanno entrando in classe a seguire le lezioni.

 

A confidare come si vive in questi giorni a scuola è una studentessa: “Facciamo lezione tra i rumori e la polvere e con gli operai al lavoro, ci sono aule che affacciano sulle impalcature con tutti i rischi che questo comporta. Stiamo nelle stesse condizioni di ottobre: entriamo da una porticina da piazza della Vittoria e l’uscita di sicurezza dalla parte della Capuana resta chiusa; ci hanno dato la chiave per le emergenze”. Situazione che non fa stare tranquilli, come immaginabile, neanche i genitori.

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