06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Dicembre 2021 alle 06:30:08

Cronaca

Apecar, assemblea pubblica sotto il Palazzo di Città vuoto


 

Un’assemblea pubblica sotto Palazzo di Città. E’ stata tenuta stamattina dal Comitato “Cittadini e Lavoratori Liberi e pensanti” davanti ad un gruppo di lavoratori dell’Ilva e di tarantini, ma sotto un Comune vuoto (un momento nella foto dello Studio R. Ingenito).

 

Più volte é stata chiamata l’attenzione del primo cittadino e degli altri amministratori sulla “questione Ilva”. Stato ed amministrazioni sono stati accusati di essere responsabili di aver creato questa situazione, prima tutelando esclusivamente il profitto a discapito di salute e lavoro, poi facendo approvare la legge “salva – Taranto”. Ma dalle finestre assolate di Palazzo di Città nessuno si é affacciato. Dal Municipio nessuno é sceso. Spazio comunque ad alcuni membri del comitato, come Cataldo Ranieri ed Eligio De Mitri, e ad alcuni cittadini. Tanta l’indignazione per una situazione che, nonostante la mobilitazione del comitato, sembra sia solo peggiorata.

“Siamo scesi in strada a parlare con i cittadini ancora una volta, per chiedere ai tarantini cosa propongono per risolvere questa situazione – ha detto De Mitri. I nostri problemi si risolvono con l’impegno, qui si continua a spacciare il sottosviluppo per benessere. Ma le nostre vite valgono più dell’acciaio”.

 

“L’area a caldo dell’Ilva, la più inquinante, non ha mai smesso di produrre – ha ribadito Cataldo Ranieri. I cittadini continuano ad essere esposti alle emissioni inquinanti che danneggiano la loro salute. E’ tutta una presa in giro. L’azienda prima dice che serve il dissequestro degli impianti per investire e procedere con il risanamento. Ora che gli impianti sono stati sequestrati, dice che serve il dissequestro del prodotto finito. Quel prodotto non si tocca. Quel materiale posto sotto sequestro sarebbe l’unica garanzia per l’avvio delle bonifiche e per consentire agli operai di avere un reddito per i prossimi anni”. E Ranieri torna anche sulla questione della liquidità e del pagamento degli stipendi. “Se l’azienda afferma di fare grandi sacrifici per pagare gli stipendi – ha spiegato il lavoratore “libero e pensante” – come farà la stessa ad investire gli oltre 4 miliardi di euro necessari per il risanamento degli impianti? E come farà a sostenere i costi delle bonifiche del territorio che ha inquinato?”.

 

Diversi gli interventi dei cittadini, indignati per l’emergenza ambientale e sanitaria in cui versa Taranto, che stamattina si sono alternati sotto Palazzo di Città. Tra le proposte suggerite per tutelare ambiente e salute: il fermo immediato degli impianti inquinanti; l’avvio delle bonifiche; la confisca dei materiali sequestrati.

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