30 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 30 Novembre 2021 alle 22:43:00

Cronaca

Usura, per venti imputati scatta la resa dei conti


 

Un nome evocativo, Shylock, dal ricco usuraio dell’opera di Shakespeare, “Il mercante di Venezia”, per un processo chiamato a far luce su un presunto, poderoso giro di usura nella nostra città.

 

Prima udienza in tribunale, dopo la raffica di rinvii a giudizio, per venti imputati, divisi tra personaggi noti alle forze dell’ordine e insospettabili che vestivano i panni dei complici. I tassi di interesse applicati annualmente partivano dal 45% per raggiungere il 122%, a seconda dell’entità della somma e dei tempi di restituzione.

 

Vittime, imprenditori, commercianti, professionisti e anche famiglie in difficoltà.

Il promotore dell’associazione è ritenuto Luciano Donati, 55 anni, tarantino, personaggio noto, ex poliziotto. Nei confronti del presunto capo e di altri dodici indagati, il 15 giugno 2010, a conclusione delle indagini, scattarono tredici ordinanze di custodia cautelare. I destinatari furono Gianluca Gargiulo, 30 anni, Massimiliano Gargiulo, 34 anni, di Taranto, Ciro Chimenti, 57 anni, di Grottaglie, Giuseppe Berdicchia, 38 anni, di Lizzano, Giuseppe Palombella, 58 anni, di Lizzano, Gaetano Diodato, 42 anni, di Taranto, il promoter finanziario Donato Arces, 56 anni, di Grottaglie, Maria Donati, 25 anni, di Taranto, Francesco Durelli, 26 anni, di Taranto – marito della Donati e genero di Luciano – Cosimo Prudenzano, di Sava, Angela Cristina Andrei, 28 anni, rumena, residente a Grottaglie. Sott’accusa anche un ispettore di Polizia di Grottaglie, estraneo all’attività usuraia, ma ritenuto responsabile di aver fornito ad alcuni dei principali esponenti dell’organizzazione informazioni riservate sulle indagini avviate a loro carico: risponde di violazione del segreto di indagine e accesso abusivo al sistema informatico della banca dati delle Forze dell’ordine.

 

Il poliziotto ha sempre respinto tutte le accuse, fornendo la sua versione dei fatti. L’inchiesta nacque da un’altra indagine, su un raggiro ai danni di alcune finanziarie perpetrato con buste paga fasulle, finalizzate all’erogazione di prestiti. Ad idearlo, due vittime dei ‘cravattari’, la cui situazione economica si era drammaticamente incancrenita.

 

Oggi, in tribunale, scatta la resa dei conti.

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