Cronaca

Archita, vertice ai lavori pubblici sul trasferimento


TARANTO – Stamattina sono in classe, a seguire le lezioni. Aspettano la notizia che arriverà dal tavolo convocato negli uffici dei Lavori pubblici del Comune per sapere quale sarà la loro destinazione nell’immediato futuro. E già si danno appuntamento nel pomeriggio sul web, sul profilo facebook dove si confronteranno per stabilire il da farsi. I ragazzi dell’Archita sperano di sapere quando lasceranno Palazzo degli Uffici, la “scuola cantierizzata” come l’hanno loro stessi definita al rientro dalla vacanze di Natale, edificio che avrebbero già dovuto abbandonare per far spazio alla ristrutturazione del palazzo storico del Borgo. E’ proprio questo il punto che oggi si cerca di sciogliere nell’incontro convocato per mezzogiorno in via Plinio, dove hanno sede i lavori pubblici.

Il Comune – rappresentato dall’assessore Lucio Lonoce e dal dirigente Aniello Moccia con il consigliere delegato dal sindaco Francesco Di Giovanni e il Rup, Vincenzo Piccolo – ha voluto incontrare il consorzio concessionario dei lavori alla vigilia dell’appuntamento al Tar. Domani a Lecce si discute infatti il ricorso presentato dallo stesso consorzio che chiede l’annullamento della conferenza di servizi di novembre che era servita a trovare una soluzione per mettere fine alla convivenza tra gli studenti e gli operai al lavoro. Dopo le proteste degli studenti, gli incontri in Provincia (ente competente per le scuole superiori), il Comune decise infatti di prendere in mano la situazione. Il piano che ne uscì fuori fu la decisione di trasferire gli studenti per il tempo necessario ai lavori di ristrutturazione della sede storica del ginnasio, stimato in almeno tre anni. Le sedi individuate furono l’ex Mazzini di via Pitagora, già succursale del liceo, dove sarebbero andate le nove classi del classico e la scuola Consiglio, in città vecchia, edificio comunale che, destinato ad ospitare le cinque classi del musicale più le venti aule dello strumento, sarebbe stato adeguato (con la pitturazione delle aule, il loro ridimensionamento e il ripristino dei bagni) a spese del consorzio. Qualcosa però non è andato come previsto: perché il 7 gennaio, al rientro tra i banchi, i ragazzi hanno “scoperto” che se alla Mazzini i lavori della Provincia erano per lo meno iniziati (anche se non ancora terminati), alla Consiglio invece era tutto fermo. Solo nei giorni successivi l’altra novità. La ditta aveva presentato ricorso la Tar per chiedere l’annullamento della conferenza di servizi. Ecco perché i lavori in città vecchia non erano iniziati. Risultato: i ragazzi sono tornati a studiare tra polvere e rumori aspettando di capire quando e come si arriverà all’accordo. In attesa di capire come si esprimeranno i giudici amministrativi, stamattina, il Comune ha voluto confrontarsi con il consorzio: “Voglio innanzitutto sapere come sta la situazione” ha spiegato l’assessore Lonoce. Da parte nostra c’è la massima collaborazione, cerchiamo di risolvere il problema. I lavori devono continuare, ma quello che ci preme maggiormente è la sicurezza dei ragazzi, è la prima cosa”.

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