27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Novembre 2021 alle 16:43:00

Cronaca

Processo Dione. Milfa chiede di patteggiare la pena


 

Incidente mortale sul ponte Girevole: Emanuele Milfa, che era alla guida dell’auto che ha travolto e ucciso Lucio Dione (nella foto) tramite il suo difensore, l’avvocato Maurizio Besio, ha chiesto di patteggiare la pena.

 

Nella scorsa udienza, tramite gli avvocati Rocco Maggi, Diego Maggi, Angelo Esposito e Luigi Guarnieri, si sono costituiti in giudizio i familiari di Lucio Dione chiedendo un risarcimento di cinque milioni di euro. L’avvocato Maurizio Besio, in considerazione della richiesta di un maxi risarcimento, ha chiesto la citazione della compagnia assicurativa come responsabile civile. La richiesta è stata accolta, nella udienza di stamattina, dal gup Giuseppe Tommasino.

 

Inoltre, sempre stamattina, è stata stralciata la posizione di un altro imputato, Andrea Graniglia, che è difeso dagli avvocati Gaetano Vitale ed Emilia Velletri.

Gli altri imputati, tutti occupanti della macchina, sono Valentina Barba, Enrico Golino, Luca Patrono, Francesca Mirelli e Tecla Silvana Caforio. Il collegio difensivo è composto anche dagli avvocati Lello Lisco, Maria Letizia Serra e Giorgio Pignatelli.

 

Milfa, che era al volante, è accusato di omicidio colposo e omissione di soccorso mentre i sei occupanti della vettura rispondono di omissione di soccorso e di cooperazione nel delitto colposo. La prossima udienza, nel corso della quale il gup deciderà sulle richieste di rinvio a giudizio formulate dalla Procura, è stata fissata per il 17 maggio. L’incidente in cui perse le vita Lucio Dione avvenne nella notte del venerdì santo del 2011 mentre erano in corso i Riti della Settimana Santa.

 

Era in sella alla sua bicicletta, sul ponte Girevole, quando fu travolto dall‘Audi A3 con a bordo sette persone. Malgrado i tentativi di rianimarlo da parte dei soccorritori del 118, per Dione non ci fu nulla da fare. Per le gravi ferite riportate si spense alla vigilia di Pasqua.
I familiari autorizzarono l’espianto degli organi. La morte di Dione suscitò molta commozione, soprattutto fra le associazioni ambientaliste, con le quali aveva partecipato a numerose iniziative.

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