14 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Aprile 2021 alle 06:52:44

Cronaca

Ore 11, l’annuncio: “Ilva paralizzata”. Per l’acciaieria scocca il D-Day


 

Sembra davvero essere arrivato, il d-day dell’Ilva. La fabbrica è ferma, dice la Fim Cisl. Occupata, è quanto trapela da dietro i cancelli chiusi.

 

In cinquant’anni di Siderurgico a Taranto, mai si era assistito a scene del genere. I sindacati confederali sono spaccati, quelli di base dicono che lo stabilimento è praticamente occupato.

 

Un punto fermo lo mette – sono le 11, più o meno – la sigla metalmeccanica, il sindacato che ha proclamato da ieri pomeriggio lo sciopero ad oltranza. Testuale: “La serrata ‘fimmina’ avviata ieri pomeriggio, a seguito della situazione di incertezza venutasi a creare all’interno dello stabilimento Ilva di Taranto, ha ottenuto un forte consenso tra i lavoratori. In poche ore lo stabilimento è stato paralizzato: fermi gli impianti dell’Acciaieria 1 (dalle ore 01,00 di questa mattina), Acciaieria 2 e Altoforno 5; a breve si fermerà (per 48 ore) anche l’Altoforno 4. Una fabbrica quasi deserta”.

“La maggior parte del personale presente all’interno – prosegue – è quello smontante che, non avendo ricevuto il cambio, non ha potuto lasciare la postazione. Un risultato simile non si era mai registrato all’interno dell’Ilva, dopo l’avvento del Gruppo Riva. Successo ancor più importante se si considera che lo sciopero è stato indetto dalla sola organizzazione sindacale di Fim Cisl. Al riguardo la Fim-Cisl ringrazia tutti i lavoratori che hanno sostenuto fattivamente l’azione di lotta intrapresa, finalizzata a chiarire nell’immediato, da parte dei vertici Ilva, ogni dubbio sul futuro dello stabilimento di Taranto”.

 

Uilm e Fiom replicano poco dopo con una nota congiunta: “Ribadiamo la nostra non adesione allo sciopero (…) Non comprendiamo le ragioni di tale iniziativa, visto che Fim-Fiom-Uilm e Cgil-Cisl-Uil avevano considerato, unitariamente, gli appuntamenti della prossima settimana (ne riferiamo a pag. 5, ndr) cruciali per il destino dei lavoratori e per la salvaguardia di salute, ambiente e lavoro”. La rottura è totale, quindi. Uno scenario mai visto, che testimonia ciò che i protagonisti, tutti, affermano a gran voce: questo è il momento più difficile della storia dell’Italsider-Ilva.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche