15 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Aprile 2021 alle 16:13:34

Cronaca

Abusi su una ragazzina. Il patrigno rischia il processo


 

Lui, trentadue anni, rischia il processo per abusi sessuali ai danni della figlia minorenne della compagna, lei, trentasette anni, invece, solo per maltrattamenti in famiglia.

 

Il prossimo 15 febbraio ci sarà il faccia a faccia tra la coppia e la ragazzina che attualmente è ospite di una comunità situata nella provincia jonica.

 

Un delicato caso al vaglio del gup presso il Tribunale di Taranto che dopo l’incidente probatorio dovrà decidere se rinviare a giudizio la coppia, che è difesa dall’avvocato Maurizio Besio.

 

La vittima dei maltrattamenti, che all’epoca aveva quattordici anni, fuggì da casa, trovando rifugio in una comunità protetta e raccontò degli abusi subiti dal nuovo compagno della madre.

 

Accuse pesanti, vagliate con il massimo del riserbo dagli inquirenti, che hanno voluto vederci chiaro e spazzare ogni dubbio su una storia di presunte violenze in famiglia che avrebbe avuto come teatro una abitazione situata nel centro di Taranto.

A dare il via all’indagine condotta dal pm Filly Di Tursi le dichiarazioni della ragazzina, figlia della donna che, separatasi dal marito, aveva iniziato una nuova vita con un operaio trentenne, anch’egli con alle spalle una storia naufragata.

 

Nella casa dove volevano provare a ricominciare, insieme, viveva anche la minorenne, figlia dell’unione precedente della donna, e che sarebbe stata oggetto di morbose attenzioni da parte del patrigno.

 

Un racconto per il quale magistrati e investigatori hanno cercato i necessari riscontri.  Più volte quella ragazzina è stata ascoltata dagli inquirenti, anche alla presenza di uno psicologo. E più volte ha confermato che il nuovo compagno della madre aveva tradito la sua fiducia.

 

La coppia è stata interrogata ed ha respinto le accuse.  Il prossimo 15 febbraio dopo il faccia tra la ragazzina sua madre e il compagno di quest’ultima sarà il giudice dell’udienza preliminare a decidere se rinviare a giudizio l’uomo per abusi sessuali e la donna per aver maltrattato e percosso sua figlia.

 

Le presunte violenze risalgono a novembre del 2010.

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