21 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Settembre 2021 alle 06:50:00

Cronaca

“Piano Cimino? Una mazzata per il commercio”


TARANTO – “Ancora una volta riappare il tentativo di “fare” scempio del territorio di Taranto. Ci riferiamo al cosiddetto Piano Cimino, ex- Sircom, bocciato nel passato dal Consiglio di Stato, che puntualmente rispunta ad ogni nuovo Consiglio comunale”. E’ quanto si legge in una nota stilata dal coordinamento di Libera Taranto in riferimento al piano che l’Amministrazione comunale vorrebbe realizzare in zona Cimino, ripescando dal passato quello che venne ribattezzato “piano Sircom”.

“Vorremmo ricordare la battaglie condotte nel passato dalla sinistra nel respingere tale piano che è cambiato solo nel nome e nella sua collocazione, non nella “sostanza”, che prevede una ulteriore espansione della città, 1.500 alloggi, negozi, infrastrutture. Tale piano inevitabilmente, se realizzato, non porterebbe alcun vantaggio alla città – sostengono da Libera Taranto – ma depauperamento del centro ed un colpo ulteriore ai commercianti, che già vivono drammaticamente una crisi sempre più incalzante. E allora, a chi giova tale piano? Ha la città di Taranto bisogno di nuovi alloggi? Non si rafforza, forse, la caratteristica della nostra città, ossia di essere una città satellitare?”. Dall’associazione prendono anche in considerazione la linea della Regione. “A cosa è servito l’incontro organizzato alcuni mesi fa dall’associazione “La città che vogliamo” con la presenza dei nuovi assessori comunali Cosa e Scozzi e dell’assessore regionale architetto Barbanente? Quest’ultima ha espresso con chiarezza la necessità di intervenire nel recupero del centro storico e del borgo e di impedire una ulteriore e dannosa espansione e cementificazione della città. Le conclusioni dell’assessore regionale furono molto apprezzate e condivise dai rappresentanti del Comune di Taranto. Non comprendiamo le motivazioni di tale cambiamento sul futuro assetto urbanistico della nostra città in così breve tempo. Riteniamo, infine, che occorra rivedere il vecchio Piano regolatore che tutti riconoscono superato, ma a cui nessuno intende porre mano, un Piano regolatore che prevedeva un aumento demografico che non si è verificato, ed oggi in piena crisi economica sembra lontanissimo dal realizzarsi”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche