02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Cronaca

ECCO I DATI DELLA CRISI


TARANTO – Oltre 600.000 ore di cassa integrazione straordinaria nel mese di dicembre 2012. E’ solo una delle cifre che dimostra la criticità della situazione lavorativa nella provincia. I dati sono stati esposti stamattina nel corso di una conferenza stampa presso la sede dell’Autorità Portuale, tenuta dai segretari generali Luigi D’Isabella (Cgil), Daniela Fumarola (Cisl) e Giancarlo Turi (Uil). Negli ultimi mesi del 2012 si è registrato un incremento delle ore di Cig su base annua (2011/2012) in ambito provinciale, con un incremento del 26,2% (da 14.169.852 a 17.881.130), con una crescita su base mensile pari al 96,9%. Per quanto riguarda la Cig ordinaria si registrano 620.814 ore a dicembre e, quindi, flessione su base mensile (novembre 2012) – 15,5%, crescita su base annua (dicembre 2011) + 11,9%.

Questo indica che nel 2012 ci sono state nuove aziende che sono entrate in crisi. Per la Cig straordinaria si calcolano 654.720 ore a dicembre, con un incremento sul mese precedente del 1.687,3% e del 61,6% su base annua. Si tratterebbe di una crescita esponenziale sui due rapporti. 28.973 ore invece per la Cig in deroga, con un incremento su base mensile del 1.290,3% e un decremento su base annua del 55,8%. In chiusura di anno riprende il trend di crescita in maniera significativa. Su base mensile l’incidenza del trattamento del Cig in deroga sul totale delle ore di Cig rileva un’incidenza del 18,2% (283.973 sul totale di 1.559.507). Su base annua, invece, si registra un decremento del – 12,2% (da 6.965.209 a 6.117.657). Un anno 2012 che si chiude con valori crescenti rispetto a quelli degli inizi dell’anno. “Un 2012 che si chiude con elementi di fortissima criticità – dichiara il segretario della Uil Giancarlo Turi – i dati sono davvero allarmanti”. Anche l’esame dei dati dell’Inps evidenzia una situazione di profondo disagio della provincia, con il ricorso sempre maggiore agli ammortizzatori sociali, l’aumento dei pagamenti diretti per la limitazione della liquidità delle aziende e la diminuzione dell’iscrizione di artigiani e commercianti. Per quel che riguarda i lavoratori senza occupazione, nel 2012 c’è stato un lieve aumento delle domande di indennità di disoccupazione (poco oltre 21.000 rispetto alle 20.000 dell’anno precedente). Ha subito un notevole aumento l’indennità di mobilità (poco meno di 1.000 nel 2010, poco più di 3.200 nel 2011 e oltre 4.100 nel 2012), che trova la sua spiegazione proprio nella situazione socio-economica estremamente degradata nella provincia. “L’analisi sullo stato dell’economia territoriale – conclude Turi – riguarda anche i livelli di occupazione e disoccupazione raggiunti. Compareremo la situazione locale con quella nazionale, connotata da un tasso di disoccupazione all’11,1%, ma soprattutto con quella giovanile che abbraccia la fascia di età dai 15 ai 24 anni, dove l’indice si alza al 37,1%. Per quanto riguarda la provincia ionica, la disoccupazione è al 28,8%, che inclusi gli inoccupati (15,75%), determina un livello del 44,55%, un vero e proprio esercito di senza lavoro, che si attesta ben oltre le 110.000 unità. I valori discriminanti sul genere evidenziano una netta penalizzazione delle donne sugli uomini valutabile in un + 10%. L’esame del trend storico evidenzia un aumento dei dati nell’arco del quadriennio 2009/2012, dove si passa dal 26,72% dell’aprile del 2011, all’attuale 28,8%. Si mantengono comunque valori prossimi al 30%, che evidenziano la sofferenza storica del nostro territorio che tende ormai, in assenza di strategie specifiche, a cronicizzarsi divenendo dato strutturale”.

Alessandra Macchitella

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