23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:58:51

Cronaca

Le imprese chiudono. E’ mobilitazione


TARANTO – Il momento è difficile. Artigiani e commercianti si mobilitano. Giorno 28 passerà anche da Taranto la mobilitazione nazionale. Le imprese chiudono, le cifre parlano chiaro. Il motto della giornata – a Taranto è stato deciso di tenere assemblee alle quali saranno invitati, nel pubblico, i politici locali – è “la politica non metta in liquidazione le imprese – rete Imprese Italia non farà sconti”. Le tematiche sono fisco, lavoro, credito, burocrazia e infrastrutture. Da Confcommercio Taranto (con un saldo negativo, tra nuove attività e imprese che hanno chiuso tra gennaio e settembre del 2012, pari a -166) parlano di “difficoltà enorme”.

Un disagio condiviso dalla categoria degli artigiani. Stefano Castronuovo (Casartigiani Taranto) considera: “a settembre 2012 le imprese artigiane di Taranto e provincia erano 7.842, l’anno precedente superavano le 7.900: abbiamo perso almeno cento attività”. Di fronte a questo quadro scatta la mobilitazione. Ieri a Roma la conferenza stampa di presentazione della giornata indetta delle Organizzazioni di Rete Imprese Italia per lunedì prossimo con l’obiettivo di far emergere la situazione di grave sofferenza in cui versa il sistema dell’impresa e di richiamare l’attenzione della classe politica sulle principali criticità. “Nel 2012, in Italia ha chiuso un’impresa al minuto” è questo il forte segnale d’allarme lanciato. “Occorre far sentire la voce della piccola impresa dell’artigianato, del commercio, dei servizi e costringere la politica a fare una riflessione vera”. Anche a Taranto artigiani e commercianti sono in fermento, il dato, rilevato nella provincia ionica è “disastroso e preoccupante” considerano da Casartigiani “infatti, la nostra provincia è l’ultima a livello di consumi superata dalla più piccola Brindisi. Le piccole e medie imprese dicono basta”. Lunedì è stato deciso di tenere a Taranto assemblee pubbliche separate: protagoniste saranno le imprese, i politici sono invitati solo per “ascoltare”. Ma ecco la fotografia della provincia di Taranto, secondo i dati diffusi ieri a Roma. Il totale delle imprese registrate nel 2012, fino a settembre, è di 48.104 di queste 3.454 quelle manifatturiere (pari al 7,2%), 5.226 del settore costruzioni (10,9%), 13.730 nel commercio (28,5%) di cui al dettaglio 9.176 (19,1%); servizi di alloggio e ristorazione 2.662 (5,5%), altri servizi 7.822, di cui artigianato 7.842 (16,3%). Quindi il saldo tra natività e mortalità delle imprese sempre nel periodo che va da gennaio a settembre 2012. Per quanto riguarda la provincia di Taranto: il saldo ha un segno più, di appena due punti, solo nel settore delle attività manifatturiere; di segno negativo i saldi tra nuove imprese e imprese che hanno chiuso nel settore della costruzioni (-40), commercio (-166), dettaglio (-93), alberghi e ristorazione (-15); altri servizi (-91).

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