23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 17:54:14

Cronaca

“QUI PER GLI OPERAI”


TARANTO – Ci sono gli operai che danno vita ad un sit-in. Ci sono i poliziotti, tanti, tantissimi, diverse centinaia arrivati dai Reparti Mobili di mezza Italia. C’è lo stato maggiore dell’Ilva, il presidente Ferrante, il direttore Buffo. E c’è ovviamente il ministro Corrado Clini, in una mattinata ad alta tensione, in una giornata caratterizzata da un cielo così sereno da sembrare beffardo. Con il ministro dell’Ambiente, in questo viaggio (una toccata e fuga di dodici ore circa) pugliese, l’ex pg della Cassazione ed ora garante per l’Aia, Vitaliano Esposito, il commissario per le bonifiche, Alfio Pini, il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti.

Perchè è qui, oggi, Clini? La risposta l’ha fornita lui stesso proprio nello stabilimento siderurgico, prima delle due tappe (l’altra è la prefettura) in una città blindata: “Sono a Taranto per confermare che la difesa del diritto alla salute e al lavoro è la priorità costituzionale che ha sempre orientato il governo. E perciò sono a Taranto per le migliaia di lavoratori pugliesi, liguri, lombardi, piemontesi del ciclo della siderurgia italiana che non possono essere lasciati in una situazione di incertezza”. Queste le sue parole, pronunciate nel ventre di una fabbrica che dal 26 luglio è al centro di una bufera giudiziaria – ma anche politica, ed inevitabilmente economica – che non ha precedenti della storia del Paese. “Sono a Taranto” ha dichiarato “per verificare lo stato di attuazione e gli impegni per il risanamento ambientale dello stabilimento e per il recupero della qualità ambientale del territorio, compromesso da oltre sessant’anni di attività industriali che per molti decenni sono state sviluppate senza considerare la priorità della protezione dell’ambiente e della salute; e per confermare la responsabilità delle istituzioni nei loro diversi ruoli, e assicurare il rispetto delle direttive europee e delle leggi nazionali che sono la garanzia per salute, ambiente e lavoro”. “L’obiettivo di recuperare il territorio di Taranto, valorizzare le risorse naturali, promuovere nuove attività produttive a basse emissioni, trasformare gli impianti industriali esistenti per renderli compatibili con l’ambiente è alla nostra portata” ha aggiunto Clini. “Taranto – ha proseguito – può essere l’esempio più importante in Europa dopo quello della Ruhr di riqualificazione di un grande territorio industriale. Il percorso avviato nel luglio scorso con il protocollo d’intesa per Taranto, e rafforzato nell’ottobre scorso con l’Aia ha già dato i primi risultati importanti in termini di miglioramento della qualità del’ambiente”. Se in fabbrica l’atmosfera è serena e cordiale, tra strette di mano e sorrisi, fuori un gruppo di lavoratori manifesta davanti alla portineria A: l’iniziativa è ‘firmata’ dagli ‘operai Ilva in assemblea’, è organizzata dall’Usb e dai lavoratori del reparto Mof (Movimento ferroviario), dove il 30 ottobre scorso è morto in un incidente sul lavoro l’operaio Claudio Marsella. Sono loro a denunciare “momenti di tensione” ed a protestare perchè è stato negato l’accesso all’incontro tra gli esponenti del governo e i vertici aziendali.

Giovanni Di Meo

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