27 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 27 Luglio 2021 alle 23:04:00

Cronaca

Sanità ionica in affanno


Quando la prima ad essere malata è la sanità. Stamattina la federazione poteri locali della Uil ha denunciato “le gravi problematiche della sanità ionica con riferimento al personale, alle strutture e all’assistenza”. A denunciare la situazione i segretari Franco Brunetti, Emiliano Messina, Antonia Brunetti, Gaetano Eramo e Raffaele Semeraro.

 

I dieci milioni per anno (dal 2013 al 2015) da investire in assunzioni a tempo determinato in deroga al piano di rientro per contrastare le criticità sanitarie riscontrate nel territorio provinciale? Per Brunetti “serviranno solo a mettere una piccola toppa alla voragine che abbiamo in fatto di personale”.

 

Una piccola boccata d’ossigeno, considerando che si stimano “tra le 300 e le 320 assunzioni in tre anni (sempre che non ci siano intoppi sui concorsi), ripartite tra infermieri (un centinaio), medici e specialisti (una cinquantina), tecnici di laboratorio (una quarantina) e amministrativi (14, 15 unità). Non risolvono i problemi” ha spiegato Brunetti “servono ad arrivare a giugno, a risanare i buchi organici”.

Numeri che diventano piccolissimi se confrontati con le unità che servirebbero: “La pianta organica, secondo le stime fatte dalla stessa direzione della Asl l’anno scorso dovrebbe essere di 7mila unità, considerando tutte le figure, dal personale medico agli amministrativi, passando per gli ausiliari, i tecnici di laboratorio, gli infermieri e via dicendo: ad oggi se ne contano poco più di quattromila. Ne servirebbero sicuro altre duemila unità per metterci in carreggiata. Quello che chiediamo è che ci venga restituito quello che ci è stato tolto: col piano di rientro, ora chiuso, abbiamo perso oltre duecento posti letto, ci è costato due ospedali, e strutture ridimensionate. Il tutto con la prospettiva di essere in qualche modo risarciti dal potenziamento dei servizi territoriali e delle specialistiche. Ma non è stato così”.

 

Non è l’unico “mal di pancia” (per restare in campo sanitario) che colpisce i sindacati. La Uil denuncia infatti anche quella che definisce la “totale disarmonicità dell’azione”, “non abbiamo un piano, delle linee programmatiche che indichino le priorità, abbiamo solo un vecchio Pal, ormai superato” spiega Brunetti imputando questa mancanza al management aziendale. Una situazione che non può che riflettersi sull’assistenza: “possiamo anche avere i macchinari più sofisticati, le astronavi, ma resteranno sottoutilizzate se non abbiamo il personale al completo”.

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