28 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Novembre 2021 alle 17:57:00

Cronaca

Si “tratta” su coils e semilavorati ancora sotto sequestro


Non si può chiamarla formalmente una ‘trattativa’. Ma, nei fatti, magistratura, Avvocatura dello Stato e governo sono al lavoro per trovare una scappatoia tecnico-giuridica che eviti la chiusura dell’Ilva di Taranto.

 

Fuori dai giri di parole, la realtà è questa. E del resto, nel pomeriggio di ieri il ministro dell’Ambiente Corrado Clini, insieme con il sottosegretario Claudio De Vincenti, il garante dell’Aia e il commissario per le bonifiche di Taranto, ha incontrato in Prefettura il procuratore di Taranto, Franco Sebastio, il procuratore generale presso la Corte d’Appello di Lecce, Giuseppe Vignola, l’avvocato generale dello Stato, Musio.

 

“Un’ipotesi”, come l’ha definita Clini, è quella di spostare su somme di denaro o su un deposito cauzionale il blocco dei prodotti finiti e semilavorati dell’Ilva sottoposti a sequestro dal 26 novembre. “Noi abbiamo il dovere di applicare la legge e mi pare che la stiamo applicando” ha poi detto il procuratore generale Vignola, a conclusione dell’incontro avuto in Prefettura.

“Di dissequestro non se ne parla. Stiamo studiando la nuova istanza dell’azienda”, ha riferito il magistrato. L’istanza sul ‘dissequestro vincolato’ – i soldi della vendita destinati a stipendi, bonifiche, e “quanto necessario per la sopravvivenza dell’azienda” è stata respinta però dai pm tarantini che hanno girato il parere negativo al magistrato chiamato a decidere, e cioè il giudice delle indagini preliminari, la dottoressa Patrizia Todisco. Il tutto sarebbe però scavalcato da un nuovo provvedimento, sul quale si starebbe lavorando in queste ore. Difficile, anzi impossibile dire se si arriverà ad una soluzione.

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