Cronaca

In fumo 3.200 posti. I negozi spengono le insegne per protesta


Lo slogan della giornata è “La politica non metta in liquidazione le imprese”. E’ quanto si legge sulle locandine che annunciano la mobilitazione di lunedì prossimo, 28 gennaio.

 

Confcommercio parla di un salto indietro di 27 anni: “il reddito disponibile delle famiglie italiane è calato del 4,8%. Particolarmente critica poi la situazione della provincia di Taranto, dove i consumi per abitante nel 2012 sono al di sotto di un punto percentuale rispetto al non esaltante dato Puglia (-4,3%).

 

Un dato che si riflette pesantemente sulle imprese che nel solo comparto del commercio al 30 trimestre del 2012 hanno registrato 735 cessazioni su 569 nuove iscrizioni. Nel complesso le attività cessate -tra commercio, servizi e turismo- sono state 1075 per 3.200 posti di lavoro persi”.

 

Sono questi i numeri snocciolati da Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto, nell’annunciare la Giornata di mobilitazione degli operatori del commercio, dei servizi e del turismo programmata per lunedì. L’invito è di partecipare numerosi alla Assemblea che si terrà alle 10.00, alla Cittadella delle Imprese (in viale Virgilio), per far sentire forte il grido di dolore del comparto.

L’iniziativa rientra nella Giornata di mobilitazione nazionale che Confcommercio -assieme alle altre sigle di Rete Imprese Italia- ha dichiarato su tutto il territorio nazionale. Ed infatti il presidente Carlo Sangalli da Roma lancerà l’appello alla politica a mettere in campo azioni di sostegno al comparto, tenendo conto di quelle che sono le priorità: fisco, lavoro, credito, burocrazia e infrastrutture. Questi i temi nazionali, ai quali vi sono da aggiungere poi le criticità locali che in particolare investono i rapporti con la pubblica amministrazione, a partire dagli Enti locali.

 

E sarà il presidente provinciale Leonardo Giangrande a tracciare, nel suo intervento, i contorni di un contesto economico-sociale che a livello provinciale registra delle performance numeriche da profondo rosso. Una sequenza di segni ‘meno’ caratterizza i principali indicatori del territorio: dal Pil (-3,8%) ai consumi (-5,4%), le attività cessate, i posti di lavoro persi, i fallimenti, il credito negato, e via dicendo. A ciò si aggiungono le difficoltà di dialogo con le Amministrazioni locali “poco attente ai bisogni delle imprese ed incapaci di mettere in pista progetti di riqualificazione delle aree urbane del commercio e dell’artigianato, di valorizzazione dei territori e delle produzioni locali”. Stesso discorso per la politica “spesso distante dai bisogni reali delle imprese”.

 

Alla giornata di mobilitazione di lunedì 28 gennaio seguiranno altre iniziative che saranno sviluppate sul territorio provinciale per tutto il mese di febbraio, come ad esempio i gazebo itineranti (a Manduria, Laterza, Grottaglie e nelle tre principali aree commerciali del capoluogo) dove i direttivi di Confcommercio incontreranno i commercianti, gli amministratori locali, la gente comune.

 

Particolarmente significativo il contributo che i commercianti di Martina Franca daranno alla giornata di mobilitazione del 28: la mattina il Direttivo locale prenderà parte alla assemblea provinciale, ma poi in serata la mobilitazione si sposterà a Martina per un coinvolgimento diretto delle attività del commercio. I commercianti infatti proseguiranno la protesta spegnendo le insegne dei negozi, quasi a voler simulare quel che potrebbe accadere nelle nostre città se i negozi chiudessero e se insegne e vetrine di colpo cessassero di illuminare le città.

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