18 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Aprile 2021 alle 12:17:53

Cronaca

Il grido di dolore degli artigiani


Anche la Cna protesta per la “grave situazione economica provinciale”. Si è tenuta questa mattina la conferenza stampa di presentazione del documento politico programmatico della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa in vista della mobilitazioni di Rete Imprese Italia prevista per lunedì.

 

Alla conferenza stampa hanno partecipato Nicola Di Cristo – Presidente regionale Cna Puglia e membro della Direzione Nazionale Cna, Pasquale Ribezzo – Segretario regionale Cna, Roberto Falcone – Vice presidente Nazionale Cna Professioni e componente della Giunta della Camera di Commercio di Taranto, Gaetano L’Assainato – Presidente Cna Provinciale

L’occasione è stata utile per un confronto con le piccole e medie imprese della provincia, che stanno soffrendo seriamente sia del momento di crisi generale e di confusione dell’economia, sia della realtà economica della provincia che non presenta novità interessanti. “Una realtà, quella pugliese e nello specifico quella ionica, che vede un aumento della disoccupazione superiore alla percentuale nazionale, una diminuzione del Pil e dei consumi e una percentuale di mortalità delle imprese elevata”.

 

“La situazione della provincia di Taranto – ha detto il segretario Ribezzo che tenuto una sua relazione – appare come una aggrovigliata matassa avvolta attorno al nodo centrale del futuro dell’Ilva. Non v’è dubbio che questa sia una parte importante della discussione, ma traspare il rischio che serva più a narcotizzare il discorso sul futuro, che a risolvere i problemi dell’oggi. Pur nella gravità della questione occupazionale, infatti, e ancor più di quella ambientale e della salute dei cittadini, la partita sul futuro non può essere giocata da forze ormai quasi sclerotizzate attorno al dilemma Ilva si/Ilva no. Noi crediamo che uscire da questo dilemma significhi liberare la discussione dalla dipendenza dal tema della siderurgia”.

 

“Se l’Ilva deve continuare ad esistere – ha concluso il presidente L’Assainato – lo deve fare alle condizioni e nelle modalità che sono date a qualsivoglia altra impresa, rispettando l’ambiente e la salute della gente; e non rinunciando ad essere identificata col resto del sistema produttivo locale, ma essendo una delle aziende che, al pari delle nostre e senza riguardo particolare alcuno, opera sul territorio. L’area jonica gode di innumerevoli eccellenze che aspettano solo di essere messe in rete e di poter mettere a frutto le proprie potenzialità”.

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