26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 10:54:25

Cronaca

Anno Giudiziario, l’attacco dei giudici


LECCE INAUGURAZIONE ANNO GIUDIZIARIO FOTO FABIO SERINO

Un attacco senza quartiere. Parole durissime, come e più di quanto ci si poteva aspettare. Il caso Ilva ‘battezza’ il nuovo anno giudiziario, nel corso dell’inaugurazione a Lecce.

 

E lo fa in un modo per molti versi clamoroso, e destinato a far discutere, tantissimo, nei prossimi giorni. A parlare stamattina il presidente della Corte d’Appello – competente anche su Taranto e Brindisi – Mario Buffa. Il cui discorso è destinato (facile previsione) a rimbalzare molto in alto, sino al Quirinale, dove ieri pomeriggio il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha incontrato il presidente del Consiglio Mario Monti ed il ministro della Giustizia, Paola Severino, proprio per affrontare il nodo del siderurgico tarantino.

 

Per Buffa, la legge 231 “è niente più che una legge ad aziendam, che si colloca nella scia delle leggi ad personam inaugurata negli ultimi venti anni in Italia” e che “riconsegna lo stabilimento a coloro che fingevano di rispettare le regole di giorno e continuavano ad inquinare di notte”. Non vola una mosca, mentre Buffa legge la sua relazione, che ha in copertina – come una dichiarazione d’intenti – una foto delle ciminiere dell’Ilva che sputano nuvole nere. “Con grande sofferenza, sono sicuro, i giudici di Taranto – ai quali, particolarmente al gip Patrizia Todisco, voglio dare atto pubblicamente della serietà con la quale hanno svolto il loro lavoro, senza protagonismi ed anzi col massimo riserbo, senza fughe in avanti ma con la necessaria fermezza – con grande sofferenza dunque, per la drammaticità della situazione che si sarebbe determinata, i giudici di Taranto sono venuti nella determinazione di sequestrare lo stabilimento e di vietarne l’attività, disponendo al contempo misure cautelari a carico dei responsabili con imputazioni gravissime quali disastro doloso e/o colposo, avvelenamento di sostanze destinate all’alimentazione – che avrebbe potuto comportare l’abbattimento di intere greggi di ovini, la distruzione di ingenti quantitativi di mitili allevati nel locale mar piccolo, il pericolo di gravi danni alla salute di un numero indeterminato di persone”.

Buffa, magistrato che è a capo del distretto Lecce-Brindisi-Taranto, colpisce duro anche sulla politica e sul governo dei tecnici: “Può avere anche ragione il ministro Passera a definire irreparabile, con un aggettivo così radicale, il danno che deriverebbe non solo a Taranto, ma forse all’intera economia nazionale, dal blocco definitivo dell’attività dello stabilimento. Ma un danno irreparabile purtroppo si è già verificato e sono i morti, i malati di tumore e di leucemia che hanno funestato finora un’intera città”.

 

“La magistratura si è trovata da sola a dover far fronte ad un problema di proporzioni enormi, che altri con la loro indifferenza e negligenza hanno lasciato ingigantire. Io voglio solo augurarmi che la comunità di Taranto sappia trovare la sua unità, intorno a questo problema. I cittadini di Taranto hanno diritto di lavorare e di non vedere sacrificato oltre il diritto dei loro figli di crescere in un ambiente sicuro per la loro salute”. Destinato a creare inevitabili polemiche un altro passaggio: “L’avversario è forte anche se non invincibile, è forte perché è riuscito a farsi fare in brevissimo tempo una legge che ha bloccato per ora, fino a quando la Corte Costituzionale non si sarà pronunciata sulla sua legittimità, l’azione dei giudici”, “la magistratura non si arresterà di fronte ad un decreto che sembra privilegiare solo le ragioni dell’impresa, autorizzata a continuare a produrre, senza una immediata rimozione delle fonti di inquinamento, in una situazione di attuale e concreto pericolo, che non può essere eliminata per decreto”.

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