25 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2020 alle 12:51:42

Cronaca

Confcommercio: “Non possiamo più perdere tempo”


In tanti e arrabbiati. Arrabbiati perché le strade del commercio si stanno spegnendo, come le insegne di quelle attività che non ce l’hanno fatta a sopravvivere alla crisi (nella provincia di Taranto al terzo trimestre del 2012 si sono contate 1.075 chiusure, tra commercio, servizi e turismo).

 

Arrabbiati perché non c’è un progetto per la città, per la parte di Taranto che investe e produce e che dà lavoro. Arrabbiati perché non c’è dialogo con il Comune, né prospettive all’orizzonte. E quelle che ci sono preoccupano più della situazione attuale.

 

Adesso basta. E’ questa la molla che ha fatto scattare la mobilitazione della rete Imprese Italia. Stamattina rappresentanti e iscritti di Confcommercio si sono dati appuntamento alla cittadella delle imprese per l’assemblea pubblica anticipata dalle locandine comparse da qualche giorno nelle vetrine dei negozi: la politica non metta in liquidazione le imprese.

 

Le protagoniste della giornata sono proprio loro, le imprese, i loro sacrifici, le loro storie, spesso di vera sopravvivenza. Le stesse che oggi vengono riassunte in slogan del tipo “Consegniamo le chiavi dei nostri negozi”. Ci sono delegazioni da un po’ tutta la provincia a testimoniare il momento difficile che accomuna i diversi paesi, pur con le diverse sfaccettature. Al presidente di Confcommercio Taranto, Leonardo Giangrande, il compito di dare una voce unica alla protesta: Non faremo sconti a nessuno. I dati sono disarmanti e di fronte a questa situazione drammatica non c’è più tempo da perdere, ha rimarcato suonando, ancora una volta, la sveglia alla classe politica chiamata ad ascoltare le ragioni degli imprenditori.

Pronti alla mobilitazione, il primo segnale è proprio l’aula gremita di stamattina. Alcune iniziative sono già in agenda: per tutto febbraio ci saranno gazebo itineranti a Manduria, Laterza e Grottaglie dove i direttivi di Confcommercio incontreranno i commercianti gli amministratori locali e la gente comune. A Martina Franca stasera insegne spente.E’ il modo con cui i commercianti della Valle d’Itria manifesteranno la loro protesta. “Abbiamo scelto questa iniziativa – ci spiega Annalisa Zizzi, delegata della Confcommercio di Martina Franca – per dimostrare che senza il commercio le strade e quindi le città sono buie e morte”.

 

E’ l’ennesimo grido di aiuto che i commercianti lanciano. La crisi devastante sta facendo calare le saracinesche ed anche Martina Franca non è un’isola felice.

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