Cronaca

Ecco la delibera che può bloccare l’ex piano Sircom


“Si continua a portare avanti un progetto nonostante ci sia una delibera che dà dei punti di riferimento precisi sui confini della città”. A parlare è Michele Patano, ex presidente della Commissione Assetto del Territorio, che ripercorre la storia del piano che prevede la realizzazione, in zona Cimino, di un centro commerciale, un centro benessere e circa 1.500 abitazioni.

 

La delibera che potrebbe bloccare quel progetto fu approvata dal Consiglio comunale il 14 settembre del 2009 “Criteri applicativi/integrativi alle norme di attuazione dello strumento urbanistico generale, in materia di distanza delle costruzioni dai confini e dai fabbricati”.

Il progetto sembrava ormai tramontato ma a quanto pare, dietro le quinte, ci sarebbe qualcuno pronto a ripresentarlo, facendolo rientrare nel piano che prevederebbe la realizzazione del nuovo ospedale San Cataldo e della sede unica degli uffici regionali. A raccontare gli ultimi passaggi ufficiali del “piano Cimino” è Michele Patano.

Fu lui il destinatario di una lettera scritta dal sindaco Stefàno per “sollecitare la discussione del piano particolareggiato per il comparto relativo alla contrada Cimino”.

 

“Quel piano approdò nella commissione che presiedevo ma c’era una certa ostilità, da parte di molti consiglieri, ad approvarlo – ricorda Patano, da poco nominato coordinatore regionale del movimento “Pensionati, invalidi e giovani insieme”. Qualcuno pensava si trattasse di un rientro, dalla porta di servizio, del “piano Sircom”. Anche per questo, la sua discussione, fu sempre rinviata. Ad un certo punto, chissà perché, il sindaco mi sollecitò a procedere all’approvazione di quel piano. Lui smentì ma quella lettera confermava tutto”.

 

A distanza di due anni e mezzo quel piano sembra tornato in auge: “Credo ci sia qualcuno pronto a riabilitare quel piano in vista dell’insediamento dell’ospedale San Cataldo. A Paolo VI avevamo già chiuso, nonostante le resistenze, per il San Raffaele. Oggi, la stessa Amministrazione ritira quel piano e lo sposta, prevedendo di acquistare i terreni”. Ma il “piano Cimino” potrebbe essere bloccato proprio dalla delibera 65 del 2009.

 

“Quella delibera approvata dal Consiglio comunale metteva dei paletti, alla luce del calo demografico, per delimitare la città. Ricordo che alcuni progetti, per realizzare degli insediamenti abitativi, non furono approvati proprio in virtù di quella delibera. Penso che sia il caso di iniziare a pensare a recuperare l’esistente – conclude Patano – piuttosto che lanciarsi in progetti che potrebbero solo danneggiare le attività commerciali tarantine”.

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