23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 15:34:41

Cronaca

E’ guerra tra poveri: “Il lavoro spettava a noi”


Su una platea di 350 ne sono rimasti fuori in 70. E’ andata in scena stamattina davanti ai cancelli dell’Arsenale l’assemblea dei lavoratori dell’appalto metalmeccanico.

 

Una riunione molto partecipata durante la quale i sindacati (Fim, Fiom e Uilm che l’hanno indetta) si sono trovati a doversi giustificare di fronte all’esasperazione che nasce dal non avere un reddito sul quale contare. La decisione scaturita dall’assemblea: inviare seduta stante una richiesta di convocazione urgente a Confindustria. Sindacati e lavoratori gridano al mancato rispetto degli accordi susseguitisi dal 2006 e ripetuti nel 2007 e 2009 e contestano le assunzioni di personale ex novo (dai loro calcoli, sarebbero 30, 40 unità) con i 70 ancora da reinserire.

Se non ci dovessero essere riscontri – fa sapere Piero Berrettini, della Fim Cisl, già la prossima settimana i lavoratori sono pronti a scioperare. L’attesa è già durata due anni. I sindacati (Fim, Fiom e Uilm) così riepilogano la vicenda: “ L’Arsenale e, in special modo, i lavoratori delle aziende dell’appalto stanno subendo, dopo l’evento del 2005 – che vedeva l’area arsenalizia posta sotto sequestro dalla Magistratura – l’ingiustizia di assunzioni ex-novo di personale senza esperienza, di tanti ex lavoratori già pensionati e dipendenti delle stesse aziende dell’indotto, dipendenti dell’Arsenale Civile in pensione, ex esposti all’amianto: vere e proprie vessazioni del diritto e della dignità del lavoratore, che dopo 30 anni di lavoro in Arsenale sulle riparazioni e manutenzioni navali, sono stati letteralmente esclusi da questo ciclo produttivo. Una vera vergogna – la definiscono”.

 

“Da allora, abbiamo più volte denunciato alle Autorità competenti – Confindustria, Ispettorato del Lavoro, Prefetto, Capo di Stato Maggiore della Marina Militare – la totale assenza di intervento da parte della Direzione Arsenale di Taranto, nonostante i tanti verbali di Accordo sottoscritti per meglio gestire l’esubero venutosi a creare dopo il tragico evento del 2005; Accordi siglati ma mai rispettati dalla maggior parte dei firmatari. Si precisa, inoltre, che non c’è alcuna contrarietà rispetto alle nuove assunzioni ma certamente non si possono tollerare nuove assunzioni precarie”. In sintesi, i sindacati chiedono “di dare la precedenza a chi aveva un posto di lavoro e lo ha perso, queste persone hanno anche le famiglie a cui bisogna assicurare una vita dignitosa”.

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