05 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 05 Agosto 2021 alle 05:58:00

Cronaca

Senza Distripark e senza aeroporto. “Addio turismo”


Leonardo Giangrande

TARANTO – Senza Distripark ed ora anche senza aeroporto. Il Ministro Passera con il piano nazionale di sviluppo aeroportuale ha cancellato del tutto l’aeroporto “Arlotta” di Grottaglie. Solo qualche mese fa la Regione si disimpegnava dal finanziamento per il Distripark. Il tutto mentre il turismo lancia l’ennesimo grido di allarme. Confcommercio e Federalberghi hanno proposto al governo regionale un piano per rilanciare il turismo ionico quale alternativa all’industria. Ma senza strutture come si può pensare di fare turismo?

Abbiamo posto l’interrogativo al presidente della Confcommercio di Taranto, Leonardo Giangrande che proprio stamattina presentava un progetto per aiutare le piccole e medie imprese nell’accesso al credito. “Dobbiamo costruire un percorso – ci dice – che aiuti i giovani a credere ancora nella possibilità che in questa parte d’Italia ci possa essere un futuro ed in questo i protagonisti devono essere i nostri parlamentari ed i nostri consiglieri regionali”. Ma come se le due occasioni di sviluppo, porto ed aeroporto, sono state declassate? “E’ appunto questo il problema, Taranto è abbandonata da tutti. Noi stiamo cercando di attivare ogni forma di iniziativa per cercare di sollevare l’economia locale e viste le difficoltà della grande industria e la miopia del passato verso tutte le altre forme di attività noi vorremmo puntare sul turismo, ma la politica deve fare la sua parte. La verità è che Lecce e Brindisi hanno il loro peso in Regione, mentre Taranto viene relegata. Dov’è il peso dei nostri rappresentanti?” A Rimini l’aeroporto è stato, invece, considerato strategico proprio per aiutare il turismo. Qui sembra dimenticarsi che abbiamo lo scalo con la pista più grande d’Europa. “E’ esattamente questo il problema. Lì è stata fatta valere la ragione dello sviluppo dell’economia locale. Qui, a Taranto, invece, le imprese sono abbandonate a se stesse. Ci tagliano i treni, non abbiamo gli aeroporti e anche lo sviluppo portuale viene declassato. Come si pensare di andare avanti? Ci dicano i politici come questo territorio deve riprendersi. Siamo operatori turistici e vogliamo fare il nostro lavoro, ma senza gli strumenti è impossibile. Siamo nell’era di internet e non qui viaggiamo ancora con la carrozza”. Nel piano voi chiedete una strategia di marketing a cosa vi riferite in particolare? “A strumenti come ad esempio ai voli charter da attivare presso l’aeroporto Arlotta almeno nel periodo estivo quando qui solitamente arrivano i turisti”.

Maria De Bartolomeo

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