21 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Aprile 2021 alle 09:30:12

Cronaca

CASSA IL GOVERNO NON PAGA


TARANTO – Non ci sono buone nuove. Il tavolo ministeriale di ieri con la Regione Puglia sulla questione degli ammortizzatori sociali in deroga ha confermato il blocco dei pagamenti per le mensilità di cassa di novembre e dicembre 2012, mentre le risorse destinate dal Governo alla Puglia, 61 milioni per l’anno in corso, serviranno solo a coprire un mese del 2013. Gli arretrati di novembre e di dicembre restano tali. A Taranto domani si replica il presidio davanti alla sede dell’Inps: interessati al problema irrisolto degli “arretrati” sono almeno 6.000 lavoratori tra Taranto e provincia. Sempre domani i sindacati saranno a Bari per ridiscutere con l’assessore Gentile i criteri della cassa integrazione in deroga.

Duplice l’obiettivo dell’incontro in agenda per domani, 1 febbraio. “Domai saremo dall’assessore Gentile per ridisegnare la gestione degli ammortizzatori sociali in deroga che sono quelli che prevedono un intervenuto da parte della Regione” spiega il segretario generale della Uil Taranto Giancarlo Turi. Parliamo cioè solo di una fetta delle aziende in crisi. “La cassa in deroga e la mobilità in deroga interessano le aziende piccole e piccolissime, quelle cioè escluse dalla cassa integrazione ordinaria e straordinaria. Una misura aggiuntiva che è stata introdotta nel 2008 a causa della crisi. Quindi, visto che la crisi non è superata, si tratta di una misura che va rifinanziata”. Un po’ di numeri, per riassumere il quadro. “Per il 2013 partiamo da oltre 50mila lavoratori pugliesi interessati alla partita degli ammortizzatori sociali in deroga, 14mila quelli tra Taranto e provincia. Questo al netto delle nuove situazioni di crisi che si potrebbero presentare. Il fabbisogno è stimato in 220milioni, ma le risorse che erano state annunciate a gennaio, servivano solo a coprire un quadrimestre, fino ad aprile. Ora si sta facendo un ragionamento su base mensile. Le risorse sono poche, molto poche. Per quanto riguarda la questione degli arretrati di novembre e dicembre aspettiamo di vedere se la Regione attingerà dai fondi europei, dai Fesr. Ma siamo preoccupati, anzi doppiamente preoccupati. Perché anche se l’Ilva è fuori da questo discorso e non entra cioè direttamente nella partita degli ammortizzatori sociali in deroga, se c’è una flessione questa si ripercuoterebbe a livello economico sul sistema dell’indotto e dell’appalto dove ci sono imprese interessate ai procedimenti ‘in deroga’ il che produrrebbe un ulteriore fabbisogno”.

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