Cronaca

La cassa non arriva. «E’ un dramma annunciato»


La protesta esplode all’indomani delle notizie arrivate da Roma e nel giorno in cui i sindacati cercano di “strappare” alla Regione un impegno per rimpinguare gli stanziamenti previsti per la cassa integrazione in deroga.

 

“Pochi, troppo pochi” hanno commentato i sindacati ionici che devono fare i conti con cifre importanti: su una platea di circa 50mila lavoratori pugliesi interessati alla partita degli ammortizzatori sociali in deroga (quelli previsti per le piccole imprese che sono fuori dal discorso della cassa integrazione ordinaria e straordinaria) almeno 14mila sono quelli tarantini.

 

Seimila, sempre a Taranto e provincia, quelli che negli ultimi mesi, da due ai quattro, non hanno ricevuto l’assegno della “cassa”. Stamattina proprio loro hanno manifestato sotto palazzo del Governo, a Taranto. Il ministero del lavoro che due giorni fa ha incontrato l’assessore regionale Gentile ha confermato il blocco per gli arretrati del 2012.

E anche per il 2013 il quadro non è confortante: ci sono 61milioni per la Puglia, basteranno appena per un mese. Nel frattempo il numero delle imprese in crisi che fanno ricorso agli ammortizzatori cresce in maniera esponenziale, se si pensa che a dicembre 2012, secondo i dati Inps, a Taranto è schizzato il numero delle ore di cassa integrazione facendo registrare un + 1.687,3 % in soli trenta giorni.

 

Idem per la “cassa” in deroga con un preoccupante + 1.290, 3%. Cifre significative, ma sicuramente meno delle parole di chi la crisi e la mancanza non solo di lavoro, ma anche di reddito per andare avanti la vive sulla sua pelle.

 

Sotto la prefettura ci sono situazioni differenti. Tra chi aspetta notizie da Bari le addette al servizio di stenotipia del tribunale. Avanzano la cassa di novembre e dicembre, ma sono in ansia anche per gennaio. L’80% dello stipendio, tanto portano a casa ormai da settembre 2011. L’80% dello stipendio insieme a tutti i problemi del caso. “Ci sono scadenze mensili, e non possiamo mica dire aspettiamo che la Regione ci paghi” si sfogano due lavoratrici mentre aspettano davanti alla prefettura.

 

“Queste persone devono poter continuare a vivere, dobbiamo dare loro la certezza di un reddito” ha detto il segretario della Cisl, Daniela Fumarola. Dai due ai quattro mesi di cassa non arrivati e un futuro incerto che preoccupa anche i sindacati. Così il segretario della Uil, Giancarlo Turi, mentre si aspetta l’esito dell’incontro di Bari: “Noi l’avevamo detto, avevamo messo in guardia. Questo che viviamo oggi è un dramma annunciato, perchè la crisi non solo non è finita, me ci siamo al centro, quindi è normale che gli ammortizzatori sociali in deroga andavano rifinanziati”.

 

Al momento di andare in stampa, da Bari nessuna buona nuova.

 

Secondo quanto si apprende da fonti sindacali non è ancora stato raggiunto un accordo con la Regione, utile ad aumentare i fondi stanziati per la cassa integrazione in deroga del 2013.

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