Cronaca

Guerra fra poveri per un posto da scrutatore


C’è chi esulta e chi resta deluso. Alla fine il sorteggio, per accaparrarsi uno dei pochissimi posti utili a lavorare come scrutatore, si è trasformato in una guerra fra poveri.

 

Più di cento tarantini, in larga parte giovani, stamattina hanno preso d’assalto il primo piano dell’ufficio elettorale di via Plinio (foto studio Ingenito).

 

Solo trenta, tra i presenti, hanno visto estrarre il proprio nome, nel corso della “riffa”. Gli altri, a casa, sperando nella “generosità” di qualche consigliere comunale o assessore.

 

Sì, perché, per l’ennesima volta, saranno loro a decidere, o meglio a nominare, gli scrutatori che andranno a comporre i seggi delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio. Il sorteggio di stamattina, infatti, è stato utile a scegliere solo 30 scrutatori. In pratica, poco meno del 4% rispetto ai 774 complessivi.

 

E gli altri settecentoquarantaquattro? A spiegare le modalità con le quali, anche questa vota, si procederà alla composizione dei seggi è Salvatore Brisci, componente della commissione elettorale. «Ho chiesto personalmente a tutti i consiglieri ed agli assessori com’era meglio fare – rivela il consigliere comunale. L’80% di loro mi ha chiesto di procedere come al solito, quindi per nomine. Io, sinceramente, avrei fatto un sorteggio fra tutti i disoccupati iscritti all’Albo».

 

Anche il presidente della commissione Massimiliano Stellato precisa: «L’indirizzo del sindaco Stefàno era quello di effettuare un sorteggio per scegliere tutti gli scrutatori». Insomma, tutti “volevano” ma alla fine nessuno ha messo in pratica. La commissione elettorale approverà all’unanimità tutte le nomine. Quindi, chi non ha la fortuna di conoscere personalmente un consigliere o un assessore rimarrà a bocca asciutta.

 

Intanto arriva la proposta dei consiglieri Capriulo e Bonelli che domani mattina (ore 9, via Fratelli Mellone, 37) effettueranno “autonomamente un sorteggio fra giovani disoccupati” per poi proporre i nominativi alla commissione elettorale. Una iniziativa forse tardiva che potrebbe, inoltre, generare confusione e false aspettative.

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