02 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 01 Dicembre 2021 alle 20:15:00

Cronaca

«Rispunta Sircom. Sarà la definitiva mazzata per il Borgo»


«Nel borgo sono stati censiti circa 2.500 immobili abitativi assolutamente vuoti, per molti dei quali non si concepisce nemmeno l’idea dell’investimento di recupero perchè non si troverebbe poi la richiesta occupativa. Allora perchè si autorizzano nuove costruzioni per oltre 6.600 abitazioni nelle periferie? E perchè rispunta puntualmente a galla il progetto ex Sircom la cui fattibilità appare sempre più concreta, combinazione, nello stesso contesto dove sorgeranno il nuovo ospedale ed il palazzo della Regione, tutto in area Auchan? Sarà la definitiva mazzata per il Borgo, da tutti i punti di vista, dalla quale non se potrà più uscire».

 

Ad inserirsi nel dibattito che gravita attorno alla mancanza di servizi (parcheggi in primis) per il Borgo tarantino è il segretario provinciale di Confartigianato Fabio Paolillo. Pieno appoggio al comitato di commercianti e residenti del Borgo, nato sulla spinta della trasformazione di piazza Carmine in isola pedonale.

«Quando le iniziative di aggregazione e di unione provengono direttamente dal basso, dalla base, non possiamo che esserne orgogliosi. I cittadini devono sentirsi orgogliosi. Vuol dire che si sta iniziando ad uscire dal torpore nel quale Taranto ed i tarantini si sono adagiati da diverso tempo consentendo a qualcuno di decidere, fare e disfare senza confronto alcuno sul territorio. Confartigianato plaude all’iniziativa del neo costituito Comitato spontaneo di cittadini ed operatori del Borgo, che è sceso autonomamente in strada disposto a difendere con i denti e le unghie i propri spazi e le proprie attività da scelte che non tengono assolutamente conto delle esigenze di chi poi ci vive ed opera in quella zona. Assistiamo purtroppo ai soliti corsi e ricorsi storici che hanno affossato inesorabilmente il vero propulsore economico ed occupazionale della nostra città, quello della piccola impresa costantemente osteggiata ed ombreggiata da palesi contraddizioni, tutte tarantine. Il Borgo, silentemente, ha subito negli anni un vero e proprio scippo di identità, sia a livello urbanistico che commerciale, che questa pesantissima crisi economica sta solo mostrando, acuendolo, il suo inesorabile volto peggiore. E’ fin troppo evidente che la situazione creatasi è frutto delle scelte fatte dalle amministrazioni comunali che si sono succedute negli ultimi vent’anni».

 

Il risultato? «E’ quello che appare inesorabilmente agli occhi di chiunque, facendo una passeggiata in centro, constata un latente senso di abbandono, di disorganizzazione, di povertà sociale ed economica. Strade una volta simbolo di vivacità economica, commerciale, artigianale ora sono simbolo di fatiscenza ed abbandono. E stiamo parlando di Via Mazzini, Via Oberdan, Via Principe Amedeo, Via Dante, Via Nitti, Via Duca degli Abruzzi, solo per citarne alcune. Un tessuto economico sgretolato».

 

Tornando al nodo: «I mali del nostro borgo sono noti da anni ma non si è fatto nulla. La situazione addirittura peggiora, i parcheggi sono ancora più ridotti per l’effetto di “lavori” dalla durata decennale e si chiude la circolazione stradale in alcuni punti per perdere altri parcheggi, mentre permane la mancanza di attrattiva commerciale delle strade, la scarsa illuminazione, una sicurezza difficile da mantenere nonostante gli sforzi degli organismi preposti. Nel costituito Comitato ci sono imprenditori e professionisti che ci mettono la faccia, purtroppo in perfetta solitudine da anni, per gridare le storture, le difficoltà, le assurdità in cui versava e versa l’economia di quella zona della città che tanti illustri personaggi hanno sempre vantato etichettare come il “Biglietto da visita della città” per poi agire in direzione completamente opposta».

 

«Ora basta. Come si vede i cittadini sono assolutamente sfiduciati e sanno organizzarsi e protestare autonomamente delusi da tutto e da tutti. Non serve stare tutti i giorni sulla stampa quando poi non si è riusciti a tradurre in fatti concreti le istanze e la disperazione di operatori economici e cittadini stanchi di vedersi sempre calate dall’alto decisioni che riguardano ed incidono profondamente sulla propria vita e sulla propria attività». Confartigianato mette a disposizione un vero e proprio Laboratorio del Fare, denominato Agorà: «Basta comunicare a Confartigianato la propria email per partecipare liberamente a tutti gli incontri tematici. Uniti ci riusciamo».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche