28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 04:50:00

Cronaca

Carbone in mare, scatta l’allarne


L’allarme inquinamento, al secondo sporgente del Porto, suona quando sono le 10. E quella che dovrebbe essere un’operazione di routine fallisce, con conseguenze ancora da quantificare per il mare di Taranto e per l’ambiente.

 

Una parte del carico di carbone destinato allo stabilimento Ilva è finito in acqua, nel corso delle operazioni di scarico del minerale da una motonave battente bandiera maltese.

 

Una nave che non appartiene alla flotta Ilva, ma è di una società esterna che trasporta il materiale verso Taranto. In quel momento, il mezzo proveniente da La Valletta avrebbe dovuto scaricare 81.000 tonnellate destinate ad alimentare la gigantesca fabbrica dell’acciaio, che proprio in questi giorni sta riprendendo lentamente a marciare dopo i giorni tesissimi vissuti nelle scorse settimane.

Ma evidentemente c’è sempre qualcosa destinata a far tenere accesi i riflettori sul Siderurgico, e sul rapporto tra industria e ambiente. E qualcosa è andato storto, nel corso delle operazioni, e c’è quindi stata una perdita in mare, nello specchio d’acqua davanti alle banchine del molo. L’allarme è stato immediato. Come l’intervento delle motovedette della capitaneria di Porto. Il personale guidato dal comandante Pietro Ruberto ha immediatamente fatto scattare il protocollo-sicurezza, con l’ausilio di uomini e mezzi della società Ecotaras, specializzata in questo tipo di interventi. Il personale specializzato ha circoscritto la zona per evitare un espandersi della ‘pellicola’ grigiastra di minerale, rimasta in superficie.

 

Di «inquinamento che seppure esistente appare modesto, anche modestissimo» parla Francesco Russo, vice comandante della Capitaneria. «Questo data la natura estremamente polverulenta del materiale, che non dovrebbe depositarsi, ma pur molto sottile ha provocato una chiazza relativamente estesa. Sul posto abbiamo mandato la nostra unità navale e personale di terra, che è salito a bordo. Riteniamo che le operazioni in corso possano essere concluse entro la giornata di oggi». Resta da capire quali siano state le cause alla base dell’incidente.

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