Cronaca

Piazza Carmine, fioccano le prime multe


Che la novità non fosse stata digerita da commercianti e residenti era ben evidente. E ora l’isola pedonale di piazza Carmine fa le prime “vittime”. Ieri, nel giorno del via alla tolleranza zero annunciata dalla polizia municipale, sono scattate le multe.

 

Dal comando fanno sapere come siano stati una decina – nella sola giornata di ieri – i verbali firmati dagli agenti chiamati a vigilare il rispetto del divieto: 41 euro l’importo segnato sull’odioso foglietto che nessuno vorrebbe trovare sul parabrezza.

 

La trasformazione della piazza in zona off-limits alle auto è stata aspramente contestata fin da subito: dove lasciamo l’auto in assenza di alternative? Il quesito posto al Comune. Ma il progetto è andato avanti. Difficile lavorare se i clienti per parcheggiare devono fare diversi giri magari trovando alla fine posto a isolati di distanza. Idem per i residenti e per chi lavora in centro.

 

“Va anche bene l’isola pedonale, ma ci diano delle alternative” ha spiegato venerdì il comitato nato al Borgo. Il centro si è visto sottrarre negli ultimi mesi più di duecento posti; sullo sfondo di piazza Carmine c’è un palazzo degli Uffici completamente avvolto dalle impalcature: quel cantiere ha sottratto posti auto, così come i lavori nell’ex parcheggio di via Anfiteatro. In questi giorni, insieme a Confcommercio e ai commercianti delle altre vie dello shopping, si stanno studiando le iniziative di protesta. Tra le prime, la petizione scattata all’indomani della trasformazione della piazza dove le strisce blu sono state coperte da vernice nera. Il comitato ha raccolto 800 firme in pochi giorni e ora invita i tarantini ad unirsi all’iniziativa.

Così l’avv Ciro Parisi, per il Comitato Borgo tra commercianti e residenti: “La Determina Dirigenziale di chiusura al traffico di Piazza Giovanni XXIII ha suscitato in città una grande solidarietà per l’iniziativa avviata dal Comitato Borgo tra commercianti e residenti, a cui successivamente si è unita la Confcommercio. Le attestazioni di stima e l’offerta di collaborazione massima è giunta in maniera massiccia da parte di molte forze della città, tra cui la Confartigianato con il direttore Fabio Paolillo, il quale ha messo a disposizione l’intera organizzazione, al fine di ottenere quanto richiesto dal Comitato, posto che al Borgo operano anche tanti artigiani. La protesta partita dal basso ha suscitato sensibilità anche in alcune forze politiche (AT6), attraverso una interrogazione per ottenere la revoca della Determina, e si auspica che finalmente la politica, da dovunque provenga, cominci a guardare in maniera diversa il futuro di questa città”.

 

I commercianti chiedono attenzione. “Sarebbe bello se questa sensibilità suscitata da un Comitato spontaneo costituito da uomini e donne che tutti i giorni con il sudore della propria fronte, cercano di sbarcare il lunario, rimpinguando, comunque, le casse comunali con i loro sacrifici, potessero ottenere da parte dei politici che oggi sono alla guida della città una maggiore attenzione. Il Comitato, unitamente alle altre forze che stanno partecipando alla “protesta”, vuole solo sollecitare un progetto complessivo, al fine di evitare di sacrificare quartieri della città quali il Borgo, che dovrebbero essere, non solo il “biglietto da visita” della città, ma che rappresentano l’essenza dell’economia, che deve continuare a produrre posti di lavoro e quartieri attrattivi. Solo in questa maniera si eviterebbe di eliminare quanto ancora di buono oggi esiste, evitando di trascurare e sacrificare alcuni quartieri, che potrebbero rappresentare per la città una vera miniera economica”.

 

A questo punto, il Comitato “invita i cittadini a sottoscrivere presso le attività commerciali del Borgo e presso la sede U.P.P.I. – Unione Piccoli Proprietari Immobiliari – in piazza Giovanni XXIII 5, la petizione popolare per ottenere la revoca della Determina Dirigenziale”. E auspica “che l’Amministrazione Civica voglia cominciare a valutare questa legittima richiesta dei cittadini, ormai di tutta Taranto, affinché si valuti la possibilità di ascoltare la voce degli stessi, con l’unico obiettivo di migliorare le sorti di questa martoriata città. Diversamente, come già preannunciato, vi saranno azioni forti di protesta, affinché chi è preposto alla guida della città, comunque votato democraticamente, senta finalmente la voce e i disagi dei cittadini, imparando a soddisfarne le esigenze. Questa dovrebbe essere la famosa buona politica, tanto declamata e mai attuata”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche