22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 06:47:41

Cronaca

Ricercatore ucciso nel crollo. Al via il processo per sei


TARANTO – Al via oggi, a Brindisi, il processo per fare luce sulla tragica morte di Paolo Rinaldi, 29 anni, un ricercatore di Taranto, vittima del crollo di un tratto di falesia all’interno della riserva marina di Torre Guaceto avvenuto il 21 ottobre 2010. Il gup del tribunale della città adriatica ha rinviato a giudizio per omicidio colposo sei persone. Gli imputati sono Enzo Epifani e Alessandro Ciccolella, rispettivamente presidente e direttore del consorzio di gestione dell’oasi; Franco Marinò, il guardaparco che rimase travolto con conseguenze non gravi nel crollo, e i legali rappresentanti dell’ente di ricerca Universus Csei, Antonio e Ettore Ruggiero, per conto del quale la vittima stava compiendo uno studio sull’erosione della costa all’interno dell’area marina protetta.

E’ imputato anche, per l’omessa apposizione di segnali di pericolo, il dirigente dell’ufficio traffico del Comune di Brindisi, Carlo Cioffi. Sono coinvolti, come persone giuridiche, anche il consorzio di Torre Guaceto e l’ente Universus. L’inchiesta è stata condotta dal pubblico ministero Antonio Costantini. Sono stati ammessi come parti civili dal gup, dott. Giuseppe Licci, i famigliari di Rinaldi. La tragedia avvenne intorno alle 10,30 in contrada Apani, esattamente lungo il tratto di circa cinque chilometri, più volte dichiarato a rischio dagli esperti. Paolo Rinaldi si trovava sul posto insieme alla collega Anna Scarlino, 30 anni, accompagnati dal guardaparco Marinò, stavano misurando l’erosione del litorale, attività prevista dal corso “Tecnico Gis per la gestione delle coste e delle aree rurali” bandito dall’Universus leccese. Per il 29enne tarantino non ci fu scampo. Chiarire se quella tragedia avrebbe potuto essere evitata: è questo l’obiettivo del processo che inizia oggi.

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