10 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 09 Maggio 2021 alle 22:30:25

Cronaca

Duemila tonnellate di rifiuti destinati alla discarica Italcave


TARANTO – Dopo il Salento e la Campania, anche la Calabria sopperisce all’emergenza rifiuti contando su Taranto. In arrivo ci sono ben duemila tonnellate di rifiuti solidi urbani che dalle strade delle città di Reggio Calabria, Catanzaro e Lamezia Terme finiranno nella discarica per rifiuti speciali “Italcave”, di contrada La Riccia-Giardinello, tra Taranto e Statte. Dal 2006 ad oggi Taranto ha fatto da pattumiera al resto dell’Italia. La presenza sul territorio di tre discariche ed una legislatura ancora tutta da definire aprono il territorio ionico alle emergenze altrui. Cosicchè, pur avendo un ciclo completo dei rifiuti (dalla discarica al termovalorizzatore), Taranto è obbligata ad accogliere monnezza e puzza di altre città.

I primi camion sono già arrivati. Oltre una decina al giorno. “Venerdì scorso – ci dice l’assessore provinciale all’Ambiente, Giampiero Mancarelli (nella foto) – due tir sono stati rimandati al mittente perchè privi della dovuta documentazione”. L’assessore fa così sapere che i controlli sono stati attivati. La Polizia provinciale e l’Arpa sono in azione nel sito della discarica Italcave (unica, al momento, destinata ad accogliere i rifiuti dalla Calabria). Smentito, infatti, anche dall’Ecolevante il coinvolgimento della discarica di Grottaglie. Si tratta di rifiuti con codice Cer 19.12.12, ovvero derivato dal trattamento degli Rsu (rifiuti solidi urbani). Gli stessi che hanno mobilitato la popolazione ionica nel 2006, 2008 e nel 2010. Ogni due anni sembra scoppiare una nuova emergenza che si ripercuote puntualmente su Taranto. Oggi l’incubo di un nuova ondata di rifiuti è tornato a tormentare la popolazione tarantina già afflitta da altre problematiche ambientali che l’hanno portata agli onori della cronaca nazionale. Sullo sfondo una sentenza del Tar Lazio che dava ragione alla Regione Puglia quando si opponeva all’arrivo indiscriminato dei rifiuti da altri territori. Una sentenza sospesa dal Consiglio di Stato che non si è ancora provinciato in maniera definitiva su un procedimento di accoglimento dei rifiuti in Puglia. I più informati dicono che a marzo dovrebbe arrivare la risposta. Intanto un’altra emergenza è scoppiata in Calabria e la Puglia, con Taranto protagonista, è ancora una volta costretta ad aprire i cancelli ai tir carichi di rifiuti. “A peggiorare la situazione – commenta l’assessore Mancarelli – la mancanza di comunicazione. Ho dovuto contattare personalmente il commissario della Calabria, Vincenzo Speranza per capire come e dove quei rifiuti sarebbero arrivati. E’ vero che al momento non esiste un divieto allo spostamento dei rifiuti in caso di emergenza, ma è assurdo che nessuno ci abbia coinvolto. Nemmeno l’assessore Nicastro ne sapeva nulla. Una comunicazione per poter attivare i controlli”. Controlli che, però, non possono più far riferimento al rigido protocollo siglato in occasione dell’arrivo dei rifiuti dalla Campania. Gli stessi agenti di polizia provinciale fanno sapere che quei provvedimenti furono attuati in relazione all’arrivo di quel quantitativo di rifiuti e di quel periodo. Insomma Taranto ancora una volta senza garanzie e senza tutela. E la politica resta a guardare.

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