26 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

Nuovo ospedale tra cinque anni: Pro e contro


TARANTO – Uniti per la tutela delle imprese, divisi dal progetto “San Cataldo”. Il nuovo ospedale sarà realizzato nel quartiere Solito Corvisea sui terreni prospicienti via Alberto Sordi. La Giunta regionale ha deliberato l’avvio della progettazione preliminare affidando l’incarico all’Asl di Taranto e quindi al direttore generale Fabrizio Scattaglia. La struttura, che dovrebbe essere pronta tra cinque anni, si svilupperà su 90mila metri quadrati e andrà ad accorpare i reparti dell’ospedale Ss. Annunziata e del Moscati di Paolo VI.

Proprio nel quartiere periferico doveva trovare spazio il San Raffaele del Mediterraneo. Il nuovo nosocomio si farà ugualmente ma non a Paolo VI. Come spesso accade in riva ai due mari, la notizia ha suscitato pareri discordanti. «A nostro avviso, la realizzazione di questa struttura darà la stura all’ex progetto Sircom – spiega Leonardo Giangrande, presidente di Confcommercio Taranto. Nulla in contrario all’ospedale, ma nessuno ci ha mai spiegato come mai, nel giro di tre mesi, sia stata cambiata la collocazione della struttura, da Paolo VI a ridosso dell’Auchan. Noi pensiamo che questo sia un lasciapassare per realizzare altro. C’è gente che continua a lavorare nell’ombra». Secondo il numero uno dell’Ascom «l’intento è quello di svuotare la città, per questo saremo contrari fino alla fine e continueremo a chiedere una riqualificaziuone urbana, ovvero dell’esistente. Il primo progetto Sircom è stato bloccato anche perchè si dovevano effettuare delle varianti urbanistiche. Se ora si stabilisce che in quella zona ci sarà il nuovo ospedale ed il palazzo della Regione, l’intento non può che essere quello di tirare fuori dal cassetto l’ex progetto Sircom». Fabio De Bartolomeo, vicepresidente dell’Ance e presidente della Scuola Edile, è favorevole alla realizzazione del nuovo ospedale anche se non mancano le critiche alle politiche urbanistiche adottate dall’Amministrazione comunale. «Quando ci sono investimenti sul territorio fa sempre piacere. La costruzione del nuovo ospedale significa nuova occupazione e lavoro per le imprese. Poco importa se si farà a Paolo VI o a Solito Corvisea, non si può temporeggiare perché si rischia di perdere anche quei fondi. Certo, alcuni mie colleghi avevano acquistato dei terreni in zona Paolo VI, in previsione della realizzazione dell’ospedale – rivela De Bartolomeo ma ora la struttura non si farà più in quella zona. Ecco perchè ci piacerebbe avere, dall’Amministrazione comunale, una visone urbanistica complessiva, visto che negli ultimi tre anni è cambiata in più circostanze».

Fabio Mancini

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