23 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2021 alle 19:48:24

Cronaca

RM-TA: ODISSEA SUL TRENO


TARANTO – Non c’è pace per i viaggiatori tarantini. Pochi treni, dove si viaggia come sardine. Ma il top è quando il treno non parte, il ritardo si accumula e la spiegazione ti spiazza, come nel caso che ci racconta un nostro lettore. Ha vissuto in prima persona una vera odissea. Habitué delle linee – solo due collegamenti, uno al mattino, l’altro di pomeriggio tra la Capitale e il Capoluogo ionico, il nostro mercoledì doveva prendere il treno delle 15,39. Arrivo previsto per le 22. Doveva, perchè la giornata è andata in maniera decisamente diversa prendendo una piega tragicomica. Alla stazione romana con ampio anticipo – “perchè quei treni, 8 carrozze di seconda classe e due di prima sono sempre strapieni” – ha iniziato la sua attesa.

Attesa che si sarebbe rivelata più lunga del previsto e del prevedibile. Il tempo scorre e il treno resta immobile. Quando ormai il ritardo è diventato difficilmente tollerabile, e i programmi sono ormai saltati, un gruppo di passeggeri decide di chiedere chiarimenti. Si sono sentiti rispondere che il treno era in ‘fase di sistemazione’, non un guasto tecnico, che sarebbe stato anche tollerato, ma semplicemente attività di pulizia e di sistemazione dei vagoni che di lì a poco, con una bella ora di ritardo si sarebbero riempiti di passeggeri infuriati. Sono infatti le 16,29 precise quando finalmente il gigante di ferro inizia a muoversi sui binari. Ma non bastavano i cinquanta minuti di ritardo in partenza. Perché, strada facendo, il convoglio ha accumulato altro ritardo. Ritardi su ritardi che hanno portato i tarantini nella loro città quando ormai era già giovedì. L’orologio segnava le 24,05. I disagi e i ritardi ormai un ricordo. Ma quel che resta è l’amarezza e la denuncia di un servizio che non tiene conto delle esigenze di chi ne usufruisce: “Avremmo capito se si fosse trattato di un guasto alla motrice, ma le pulizie si potevano e si dovevano fare prima”. Taranto ancora penalizzata: e quando non è per il treno che non parte, come per il notturno per Milano, conquistato dopo innumerevoli battaglie, è per il treno che non arriva. O, meglio, che arriva con due ore piene di ritardo.

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