15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

PROTESI BLUFF: A GIUDIZIO


TARANTO – Sequestro di ramo d’azienda per sette imprese attive nel settore delle forniture sanitarie ortopediche. Altrettanti impreditori denunciati per frode in pubbliche forniture e falso. Un danno per la Asl di Taranto quantificato in tre milioni di euro. Sono i numeri dell’operazione Mezzobusto, che ha visto impegnati i militari del nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Taranto. Il sequestro preventivo di ramo d’azienda – relativo cioè alla sola attività della fornitura di materiale sanitario – venne firmato dal gip dottor Giuseppe Di Sabato su richiesta del pubblico ministero, dottoressa Daniela Putignano.

Oggi appuntamento con il verdetto del giudice dell’udienza preliminare, chiamato a decidere sulle sette richieste di rinvio a giudizio. La decisione: tutti sotto processo. Secondo quanto accertato dalla Gdf, busti, protesi e plantari prodotti sarebbero stati “non conformi agli standard previsti dalla normativa di settore”, a causa “delle carenze nell’organizzazione aziendale, della mancanza di macchinari e di materie prime previsti e necessari per la realizzazione dei dispositivi”. I prodotti, insomma, sarebbero stati di qualità insufficiente e questo, come fu spiegato nel corso della conferenza stampa nel corso della quale vennero spiegati i dettagli dell’operazione, con il conseguente pericolo per la salute dei pazienti. Le spese per busti e protesi, inoltre, erano a carico del servizio sanitario che – sempre secondo la ricostruzione dei militari delle Fiamme Gialle – avrebbe subito un danno pari a circa tre milioni di euro, e questo nel periodo che va dal 2004 al 2007. Ad essere contestato, anche il mancato rispetto delle norme comunitarie, oltre, almeno in alcuni casi, alla mancanza di attrezzature e spazi idonei alla fabbricazione dei dispositivi ed alla presenza fittizia di ortopedici abilitati presso le aziende. L’azienda sanitaria locale si è costituita parte civile nel procedimento, tramite l’avvocato Emidio Attavilla.

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