03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Ricatti sul web. Polposta a caccia dei bulli virtuali


Il cyber-bullismo sta diventando un incubo. Le maggiori insidie per i ragazzi più fragili si nascondono proprio nei social network e la Polizia Postale , diretta dall’ispettore capo Andreina Rucci, è in prima linea per contrastare i bulli virtuali che agiscono pericolosamente considerando internet, terra di nessuno.

 

Ispettore Rucci i ragazzi cosa devono fare per non cadere nella trappola?
“Non devono fidarsi di chi prima propone cose fantastiche e poi impone il silenzio. Sui social network devono accettare l’amicizia solo dalle persone che conoscono. Bulli ma anche pedofili sono sempre in agguato sulla rete e se i ragazzi sentono puzza di imbroglio devono subito avvisare i genitori e, insieme a loro, contattarci immediatamente”.

Il ruolo dei genitori è importante per un minore che naviga su internet?
“Direi che è fondamentale. I genitori non devono essere disattenti. Con discrezione devono seguire i propri ragazzi. Devono far capire loro che sono aumentati i rischi di fare brutti incontri su internet. Oggi sappiamo che il minore può essere contattato dal malintenzionato sia per ricevere immagini, sia per comunicare i propri dati personali. Devono dire ai propri figli che di fronte a casi di adescamento devono parlarne subito con loro ma anche, ad esempio, con gli insegnanti. E poi sarebbe preferibile installare il computer in salotto e non nella camera dei ragazzi”.

 

Quanti casi affrontate ogni anno?
“Non c’è una statistica ma posso dire che sono almeno dieci le segnalazioni per cyber-bullismo o pedofilia on line. I malintenzionati, purtroppo, fanno leva sul desiderio di nuovi incontri da parte dei ragazzini ma, in alcuni casi, anche dei loro vuoti affettivi”.

 

Quale è stata l’indagine più eclatante?
Certamente quella che ha riguardato un tredicenne, alunno di scuola media, che è stato ricattato da quattro suoi compagni di classe. Hanno utilizzato il profilo di una ragazzina per mettersi in contatto con il loro compagno e addirittura lo hanno fatto spogliare davanti alla webcam. Poi sono usciti allo scoperto e lo hanno ricattato. Hanno minacciato di pubblicare i filmati sulla rete. La vittima, particolarmente brava a scuola, è stata costretta ad aiutarli nei compiti. Una brutta storia che è stata scoperta grazie alla denuncia dei genitori del ragazzo il quale è rimasto profondamente segnato da quella brutta esperienza”. 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche