22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 20:15:26

Cronaca

No alla scarcerazione di Nicola Riva, il gip Todisco “gela” l’Ilva


Il gip del tribunale di Taranto, Patrizia Todisco, ha respinto la richiesta di scarcerazione di Nicola Riva, 56 anni, ex presidente del cda di Ilva, ai domiciliari dal 26 luglio scorso per inquinamento, disastro ambientale ed avvelenamento di sostanze alimentari.

 

La scorsa settimana il pool di pm che indagano sui Riva aveva espresso parere negativo alla scarcerazione. Secondo gli avvocati di Nicola Riva, che chiedevano la revoca degli arresti domiciliari, già dal 26 gennaio scorso sono scaduti i termini di custodia cautelare per due dei tre reati contestati e sono venute meno le esigenze cautelari. 

 

Si apre così una settimana che si annuncia intensa per l’Ilva. Su tutti i fronti.

Uno, nuovo, è quello del conflitto davanti al Tar contro la Provincia. L’ente ha giudicato negativamente le fidejussioni presentate per la discarica interna allo stabilimento, e diffidato l’azienda che ora ha impugnato il provvedimento. Al di là della complessa vicenda giuridico-amministrativa, il dato nuovo è che cede un pilastro della ‘dottrina Clini’: il ministro dell’Ambiente ha sempre sottolineato come la decisione del presidente Ferrante di cancellare tutti i ricorsi contro la pubblica amministrazione segnasse il vero punto di svolta del rapporto con l’azienda.

 

Ora, con il ricorso nuovo di zecca firmato dall’avv. Francesco Perli, storico legale dell’era pre-Ferrante, il quadro cambia (e con le elezioni a breve cambierà pure il ministro dell’Ambiente; un passaggio non da poco).

 

C’è poi attesa per le decisioni della Procura per quanto concerne la vendita e/o il dissequestro dei coils bloccati al porto dal 26 novembre scorso, mentre in settimana saranno a Taranto il garante per l’Aia, Vitaliano Esposito, ed i tecnici dell’Ispra, chiamati a dare una risposta certa e chiara sulla domanda che ‘gira’ da giorni: l’Ilva sta rispettando, come dice, l’autorizzazione integrata ambientale, o no? Mercoledì poi, con Esposito a Taranto, la Consulta a Roma deciderà sull’ammissibilità del conflitto d’attribuzione sollevato dalla Procura contro la legge 261, la Salva Ilva.

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