06 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Maggio 2021 alle 15:58:04

Cronaca

Lavoro, ultima chiamata


Quando anche 500 euro al mese diventano un miraggio. Succede pure questo nella Taranto senza lavoro.

 

Oggi è una giornata importante per l’esercito dei cassintegrati. Sotto i vessilli di quelli che vengono definiti ammortizzatori sociali in deroga (cassa integrazione e mobilità) sfila un esercito di 50mila pugliesi, oltre 14mila sono tarantini.

 

Per loro solo la proroga fino ad aprile; per chi è in mobilità, invece, il tempo scade a fine mese. E’ quanto scaturito dall’accordo ponte tra Regione Puglia associazioni e sindacati. La coperta è troppo corta.

 

Resta infatti ancora in sospeso il discorso degli arretrati che, solo nel tarantino, in seimila lavoratori attendono. Sono gli assegni della cassa in deroga a saldo del 2012. I più fortunati (si fa per dire) avanzano due mensilità; altri arrivano anche a quattro.

Ormai sono con l’acqua alla gola. Stasera alle 19 inizia l’incontro chiesto dalle segreterie regionali di Cgil Cisl e Uil al presidente Vendola. La preoccupazione è alta e va di pari passo con la disperazione. A Taranto, questo pomeriggio, un altro importante incontro, fondamentale per i lavoratori dell’indotto Arsenale che sono rimasti fuori dopo il sequestro del 2005.

 

Hanno intrapreso una lotta per rivendicare il ‘diritto di precedenza’ rispetto alle nuove assunzioni alle quali stanno assistendo in questi ultimi tempi. Dopo l’assemblea di una decina di giorni fa, oggi le sigle dei metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil terranno un incontro con Confindustria. “Oggi ci aspettiamo delle risposte” commenta Piero Berrettini, della Fim Cisl “questi lavoratori – una settantina in tutto su una platea iniziale di 350 – sono in cassa integrazione e mobilità in deroga, anche loro attendono ancora la cassa di novembre e dicembre”.

 

Ma quello che più preoccupa è l’assenza di futuro. Una situazione pronta ad esplodere. “La questione degli arretrati 2012 ci preoccupa molto. Qui stiamo rischiando la guerra civile, perché la gente ci campa di quelle 500 euro al mese. E’ assurdo che si trovino quei pochi soldi per garantire gli ammortizzatori fino ad aprile 2013 senza prima essersi preoccupati di saldare il 2012. Ieri mi ha chiamato un lavoratore, con due mensilità non arrivate gli hanno staccato la luce”.

 

Inutile spiegare che l’assegno non è arrivato e che si aspetta che Governo e Regione si mettano d’accordo. Che questi soldi, per quanto pochi, servono a tirare avanti. Che la crisi si è mangiata lavoro e dignità: perché la trafila, almeno quella che segue al mancato pagamento del comune cittadino, è automatica. Non paghi, ti taglio il servizio. E quando a non pagare è il Governo?

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