25 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 25 Ottobre 2021 alle 06:41:01

Cronaca

“Aiuto, mi crolla la casa”


«Il Comune mi ha dato una casa che cade a pezzi. Qui dentro rischiamo la vita». Si potrebbe classificare come una “storia di ordinaria follia” quella di Natalina, giovane donna che, con i suoi quattro figli, vive nell’abitazione che un tempo era occupata dal custode del mercato Fadini. Con lei anche sua madre ed una sorella disabile. Un alloggio in cui regnano incontrastate umidità ed infiltrazioni d’acqua (nella foto dello studio Renato Ingenito).

 

Ma procediamo per ordine, anche perché l’odissea di Natalina Cimoli è iniziata più di due anni fa.

 

«Ero sola e non sapevo dove andare. Per questo ho deciso di occupare un’abitazione. Abbiamo preso possesso di un alloggio di piazza Immacolata – racconta. Dopo qualche giorno, incontrando il sindaco per strada, gli ho detto tutto. In pratica gli ho spiegato la situazione e quello che ero stata costretta a fare. Tutto è filato liscio per quasi due anni, fino a quando siamo rimasti bloccati in ascensore con mia sorella che, in quanto disabile, si muove su di una carrozzina. Sono arrivati i vigili del fuoco e poi la Polizia Municipale. A quel punto siamo stati sgomberati».

Quattro minori, una ragazza diversamente abile e due donne, senza un tetto. «L’Amministrazione comunale ci ha assegnato un’appartamento. Si tratta dell’ex casa del custode del mercato Fadini. Quell’alloggio però era fatiscente, cadeva a pezzi. Sono stati effettuati alcuni lavori. Nel frattempo siamo stati ospitati a casa di una conoscente».

 

In quella abitazione, però, nonostante i lavori effettuati, sono evidenti i segni dell’umidità.  «Qui rischiamo la vita – spiega Natalina. Abbiamo paura che, da un momento all’altro, possano staccarsi pezzi di calcinacci».

 

Non sono mancati gli appelli all’Amministrazione comunale che però, almeno fino ad oggi, non è intervenuta. «Ho contattato Gionatan Scasciamacchia (assessore con delega all’Emergenza abitativa, ndr) ma lui mi ha detto che il Comune non può far nulla. Che dovevo considerarmi fortunata ad aver avuto una casa. Ma questa gente è a conoscenza delle condizioni in cui versa la casa che mi hanno assegnato?».

 

Le infiltrazioni d’acqua percorrono le pareti dell’abitazione fino ad annerire gli angoli dei soffitti di ogni stanza. Una situazione ai limiti della sicurezza, aggravata dalla presenza di minori e di una ragazza disabile. L’appello di Natalina non può che essere rivolto, per l’ennesima volta, all’Amministrazione comunale. «Chiedo un alloggio sicuro. Non possiamo continuare a convivere con la paura. Qualcuno deve aiutarci».
Ordinaria follia, si diceva. Una storia come tante, in riva ai due mari dove, la crisi economica ed i livelli di disoccupazione, hanno acuito l’emergenza abitativa.

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