17 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 17 Ottobre 2021 alle 00:33:00

Cronaca

In Corte Costituzionale approda il caso Ilva. Oggi in città c’è Esposito


01/12/2011 Roma, al via il Terzo Salone della Giustizia Nella foto il procuratore generale della Corte di Cassazione Vitaliano Esposito

In Corte Costituzionale sbarca il caso Ilva. E’ cominciata la camera di consiglio che dovrà valutare l’ammissibilità dei due conflitti di attribuzione tra poteri dello Stato presentati dalla Procura di Taranto contro il governo, uno per il decreto legge, l’altro per la relativa legge di conversione del cosiddetto Salva Ilva.

 

In questa prima fase la Corte dovrà solo valutare se il ricorso ha i requisiti oggettivi e soggettivi per passare alla fase di merito: se cioè le parti in causa sono qualificabili come poteri dello Stato e se la materia del conflitto è fondata. La Salva Ilva, come è ormai noto, consente al gruppo Riva di proseguire produzione e commercializzazione dell’acciaio nonostante i sequestri disposti per “disastro ambientale”.

 

I pm sostengono che, in questo modo, il governo ‘legittima’ la commissione di un reato e impedisce l’esercizio dell’azione penale interferendo con l’indagine per disastro ambientale: ci sarebbe un’ingerenza, dunque, nella sfera di esercizio delle funzioni della magistratura indicate nella Costituzione. Ma in tutti questi aspetti la Consulta si addentrerà in un secondo momento, quando affronterà il merito nel caso in cui i conflitti siano ammessi.

 

Per diversi osservatori ed esperti, appare improbabile che la Consulta possa giudicare inammissibili i conflitti, anche perché, qualora persistessero dubbi in proposito, la Corte può sempre riservarsi di dichiarare l’inammissibilità in un secondo momento, durante la discussione di merito.

Quel che appare certo è che se si passerà al merito, i tempi saranno accelerati e il caso avrà quindi una sorta di corsia preferenziale. E’ stato lo stesso presidente della Consulta, Franco Gallo, nel giorno del suo insediamento, il 29 gennaio scorso, ad assicurare che si farà il possibile per accelerare l’iter della decisione, utilizzando la norma che consente alla Corte di dimezzare i tempi. In questo caso, nell’ammettere il ricorso la Consulta potrebbe contestualmente con un’ordinanza intervenire sui termini dati alla Procura di Taranto per notificare il ricorso al governo, su quelli dati al governo per costituirsi e sui tempi per depositare il ricorso con prova dell’avvenuta notifica nella cancelleria della Corte Costituzionale.

 

Se la strada seguita sarà questa e i tempi concessi saranno utilizzati interamente, si dovrebbe arrivare all’udienza di merito ai primi di aprile.
Da oggi sarà in città anche il Garante per l’attuazione dell’Aia, ed ex pg della Cassazione, Vitaliano Esposito; dopo di lui arriveranno a Taranto i tecnici dell’Ispra. Obiettivo, capire se l’Ilva si sta attenendo alle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale alla quale il governo Monti ha voluto dare valore di legge, commettendo quell’ingerenza – secondo i pm – che ha cambiato le regole del gioco nella partita tra Ilva e magistratura.

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