22 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 21 Ottobre 2021 alle 21:54:00

Cronaca

MICCOLI: “VA RIVISTA L’AIA”


STATTE – “Va rivista l’Aia e pianificato il ciclo dei rifiuti o Taranto sarà sempre e comunque la pattumiera d’Italia”. Il sindaco Angelo Miccoli ne è convinto ed a gran voce torna a sollecitare Regione Puglia e Provincia di Taranto affinchè si riapra la discussione sulle autorizzazioni rilasciate alle discariche per rifiuti speciali situate sul territorio tarantino. In questi giorni ben 1.000 tonnellate di rifiuti provenienti dall’emergenza in Calabria stanno arrivando nella discarica Italcave, alle porte di Statte. L’impianto è situato in località La Riccia-Giardinello sul territorio di competenza del Comune di Taranto, ma agli effetti è più vicina a Statte.

Le prime abitazioni della contrada Feliciolla distano appena un chilometro. Già in passato la discarica ha aperto i cancelli alle emergenze di fuori provincia. Prima il Salento, poi la Campania ed ora anche la Calabria. “Siamo il territorio – osserva il sindaco di Statte – in cui sono concentrate più discariche per rifiuti speciali che hanno ottenuto autorizzazioni per lo smaltimento di un quantitativo di rifiuti tale da consentire che arrivino anche da fuori provincia. Sono due anni che ripeto la stessa solfa, ovvero che il problema sta appunto nella mancata pianificazione della gestione dei rifiuti qui a Taranto e della presenza su un unico territorio di ben tre discariche per rifiuti speciali. Se non sono i rifiuti della Calabria, saranno quelli di altre località ad arrivare nelle discariche del tarantino, perchè se non ci si decide a rivedere l’Aia la situazione non potrà mai mutare”. L’indice è puntato, dunque, contro la Regione che a suo tempo concesse l’Aia alle tre discariche, ma anche contro la Provincia che ha sollecitato la riapertura dell’autorizzazione per le altre due discariche, ovvero la Vergine e l’Ecolevante, ma non per l’Italcave. “Non si può concedere l’Aia e poi inseguire i protocolli” commenta Miccoli, riferendosi alla Regione che per voce dell’assessore all’Ambiente Nicastro dice di non poter far nulla prima del pronunciamento del Consiglio di Stato sull’ingresso dei rifiuti condizionato dall’accordo tra Regioni. “Tutti si nascondono dietro un dito” aggiunge “perchè prima si sono concedono le autorizzazioni per quantitià spropositate di rifiuti e poi si cerca di trovare una toppa”. “La colpa è della politica che ha assunto delle scelte sbagliate e di chi consente l’arrivo di quantità enormi di rifiuti su un territorio già martoriato sotto il profilo ambientale”. Il riferimento è anche alla Provincia di Taranto. “Anche Florido e Mancarelli devono fare la loro parte” insiste il primo cittadino “ovvero farsi portavoce dell’istanza di riapertura dell’Aia per tutte le discariche situate sul territorio ionico”. Istanza, in verità, già avanzata due anni fa. Ma sulla quale sembra calato uno strano silenzio. Se ne torna a parlare ogni qualvota esplodono le emergenze, ma poi alle promesse ed alle garanzie non seguono i fatti. L’Aia resta quella e per ora non si tocca. Cosicchè tra leggi che non tutelano il territorio (almeno fino ad oggi) e periodi di buio totale da parte della politica a vari livelli, Taranto resta la cenerentola. Dimenticata o volutamente trascurata? “Spero – conclude Miccoli – che non ci sia nessuno che preme per bloccare la nostra richiesta sull’Aia”.

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