08 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 08 Maggio 2021 alle 08:30:10

Cronaca

L’on. Raffaele Fitto crede nella rimonta: «Possiamo vincere»


«Abbiamo tutti gli elementi per dire che in Puglia possiamo tranquillamente vincere al Senato». Stamattina, l’onorevole Raffaele Fitto ha fatto visita alla redazione di Taranto Buonasera.

 

Il suo tour, al fianco del consigliere regionale Gianfranco Chiarelli, candidato alla Camera per il Pdl, tocca oggi diversi centri dell’arco ionico. L’obiettivo dichiarato è quello di “convincere gli indecisi, per un voto utile e coerente a Berlusconi”. Ma nella nostra intervista, l’ex ministro per gli Affari Regionali, risponde anche alle tematiche riguardanti l’economia con uno sguardo al conflitto tra salute ed ambiente scaturito dalle vicende relative all’Ilva.

 

Onorevole, nel corso di una recente conferenza stampa ha affermato che la Puglia è una delle regioni che sta “rimontando velocemente” sulla coalizione di centrosinistra.
«Non è possibile rendere pubblici sondaggi. Abbiamo tutti gli elementi per dire che in Puglia possiamo tranquillamente vincere al Senato. La nostra regione, negli ultimi sondaggi, era stata inserita tra le “decisive”. La rimonta è in corso, possiamo vincere».

 

Tra lei e Berlusconi sembra esserci una differenza sostanziale nel portare avanti la campagna elettorale. Lei, ad esempio, preferisce stare sul territorio.
«Berlusconi ha tenuto a Bari un incontro con migliaia di simpatizzanti. Ci aspettavamo 3mila persone. Ne sono arrivate 6mila. Certo, c’è bisogno del grande ma anche del piccolo consenso. Bisogna andare alla ricerca anche del voto singolo. Per questo credo che bisogna partire dal basso per arrivare in alto».

Il progetto che prevede la convergenza, sotto un unico vessillo, di tutte le forze moderate del Paese rischia di restare incompiuto. In questo senso, sembra quasi che i vostri piani siano stati rovinati da Monti.
«Di certo non si può dire che Monti abbia assunto un comportamento corretto. Nonostante sia stato nominato senatore a vita, figura di terzietà assoluta, ha scelto di scendere in campo per far perdere noi e contrattare, il giorno dopo le elezioni, con Bersani. Ecco perché facciamo appello al voto utile. Ci sono cinque schieramenti in campo ma a giocarsi la vittoria saranno soltanto Berlusconi e Bersani. Votare Monti significa indebolire l’area moderata in favore della sinistra. Un processo già in atto in Lombardia dove, esponenti delle liste di Monti chiedono di votare per il candidato del centrosinistra».

 

Da questa campagna elettorale è emerso un dato, più che altro una conferma: il Pdl non può fare a meno di Berlusconi. E’ così difficile per voi trovare un altro leader?
«Berlusconi è unico, così come il nostro partito, che è nato e si è consolidato sulla sua leadership carismatica. Ad ogni modo c’è un dato oggettivo, Berlusconi ha già detto di essere pronto a fare un passo, non indietro, ma a lato, per far il ministro dell’Economia. Altro segnale, che viaggia verso il consolidamento del partito, è l’elezione di Alfano a segretario». 

 

Sarebbe disposto a tornare a fare il ministro?
«Ovviamente non sono io che decido. Conservo un ottimo ricordo dell’esperienza da ministro. Quando gli impegni arrivano si affrontano senza problemi. Certo sono particolarmente legato ad alcuni aspetti del mio operato da ministro come il Piano Sud. Allo stesso tempo mi domando come mai, quando facevo il ministro, si parlava quotidianamente dei Fondi Fas, mentre oggi, che quei fondi sono ancora bloccati, nessuno ne parla».

 

Si aspettava il crollo dei consensi per Vendola?
«Lo vedremo dopo il voto. Ovviamente, sostenere determinate ragioni non può che causare una frammentazione di un certo elettorato tra lui ed Ingroia».

 

Lei ha detto che è importante convincere gli indecisi e che bisogna andare alla ricerca anche del voto singolo. E’ ancora scottato dalla sconfitta patita alle regionali del 2005 contro Vendola, quando perse per 14mila voti?
«Alla luce delle circostanze è stato un bene perdere. Ecco, direi che sono soddisfatto di aver perso. Il pacco regalo era già stato confezionato. Bisogna ricercare anche il voto singolo perchè nel 2006 avevamo 15 punti percentuali di svantaggio rispetto a Prodi. Alla fine abbiamo perso per un pugno di voti. Tutti pensavano di aver perso in partenza ma Berlusconi fece il miracolo. Anche questa volta sta facendo il massimo ma noi dobbiamo convincere gli indecisi».

 

Nel vostro programma sono chiari i riferimenti all’abolizione ed alla restituzione dell’Imu ed all’assenza di contribuzione per le imprese che assumono giovani. Si dice anche come: tagliando la spesa pubblica. Ci piacerebbe capire cosa.
«Tasseremo i tabacchi ed i giochi puntando all’accordo per i capitali custoditi in Svizzera. Per quanto riguarda la spesa pubblica penso che su 800 miliardi qualcosa ci sia da tagliare. Penso ad esempio ai 146 miliardi di beni e servizi o ai costi standard della sanità. Mentre Berlusconi lancia proposte gli altri replicano ma non hanno idee concrete».

 

Per ciò che riguarda la vicenda Ilva sembra che si viaggi verso una decisione dettata dal buonsenso.
«Sono soddisfatto anche dalla decisione della Consulta. Noi del Pdl abbiamo sempre sostenuto l’esigenza di ricercare una soluzione di buonsenso, mettendo al bando estremismi di chi è pro o contro l’azienda. Ma penso anche a quei 56 milioni di euro che noi stanziammo in Regione per risanare, bonificare e riqualificare il quartiere Tamburi. Soldi persi chissà dove».

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